Irisbus, Romani riapre al confronto. Operai in assemblea permanente

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Si apre un nuovo spiraglio per il confronto col governo e la Fiat nella risoluzione della vertenza Irisbus. Dopo la frattura consumatasi nel summit di ieri al MISE, Paolo Romani, titolare del dicastero, lascia aperta la porta del dialogo: “Dopo il lavoro fatto ieri, che ha consentito di superare alcune pregiudiziali che avrebbero impedito qualsiasi soluzione” – il ministro si riserva “gia’ dalla prossima settimana” di riprendere il confronto con i sindacati e la Fiat per una soluzione condivisa”. Senza rinnegare la proposta avanzata ieri e convintamente respinta dai sindacati (proroga di due mesi ma firma immediata per la dismissione della fabbrica), Romani auspica un percorso condiviso: “Nella proposta formulata ieri – sottolinea – e’ stata indicata come fondamentale la salvaguardia della vocazione industriale del sito e dei livelli occupazionali e di reddito. Il documento di ieri e’ al tempo stesso un punto fermo e un’indicazione di percorso sulla quale e’ possibile lavorare nei prossimi giorni. “Consapevole delle difficolta’ che la vicenda presenta, ritengo che il lavoro dei sindacati sia estremamente prezioso in questa fase e mi augura che non si creino condizioni estreme difficilmente recuperabili”. In quest’ottica,Romani si augura che “sia le organizzazioni sindacali che l’azienda siano in grado di governare una situazione tanto complessa”.

Nel frattempo, i settecento operai della Irisbus Iveco di Valle Ufita sono in assmblea permanente e valutano la possibilità di occupare lo stabilimento.

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