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Irisbus, Petruzziello: “Restiamo uniti contro Regione e governo”

Avellino – A seguito dell’assemblea dei lavoratori della il segretario provinciale della CGIL di Avellino, Vincenzo Petruzziello, valuta le posizioni e le proposte emerse dall’assemblea dei lavoratori dello stabilimento di Flumeri. “Comprendiamo l’esplosione di rabbia dei lavoratori della Irisbus di Flumeri, manifestata nel documento approvato al termine dell’assemblea di ieri mattina – premette – . Dopo 80 giorni di lotta, senza intravedere uno spiraglio e trovando l’opposizione sorda di Fiat e Governo, oltre alla poca chiarezza e determinazione avuta da alcune sigle sindacali nell’ambito della vertenza, la reazione dei lavoratori è il minimo che ci si poteva attendere, anche perché prima di tutto si esprime nei confronti del Governo che è inadempiente rispetto al piano trasporti e che non ha avanzato nessuna alternativa ad una soluzione già bocciata nella precedente assemblea e si esprime contro l’ipotesi di subentro da parte dell’imprenditore Di RIsio alla Fiat nella acquisizione dello stabilimento di Flumeri. Quella dei lavoratori, in pratica, seppur maturata in piena autonomia, è la stessa posizione espressa, non da ora, dalla CGIL a tutti i livelli. Abbiamo da tempo avanzato le preoccupazioni per la tenuta democratica in Valle Ufita e dell’ordine pubblico, riteniamo che aver affidato ad un documento chiaro e netto la propria rabbia, dimostra che i lavoratori dell’Irpinia sono più responsabili di chi li governa. L’unità mostrata nel corso dell’assemblea dai lavoratori dimostra ancora una volta che il fronte unitario della protesta e della rivendicazione dei diritti non va sperperato. Oggi, ma non solo oggi, la CGIL tutta, a tutti i livelli, ribadisce la propria posizione, chiara e netta, avuta sin dal primo momento e ripresa dalle parole della segretaria nazionale Susanna Camusso che ha evidenziato le responsabilità dell’esecutivo centrale nel non aver dato linfa al piano nazionale trasporti, unica soluzione per garantire la ripresa della produzione alla Irisbus e che tra l’altro rappresenta un provvedimento irrinunciabile anche alla luce delle esigenze di riammodernamento del parco mezzi nazionale. Rispetto a tale possibilità, il Governo, e non altri, ha opposto un totale rifiuti. Da parte sua, la Fiat ha fatto il resto, sicura di non avere alcuna concorrenza in casa ha preferito trasferire la produzione in altri paesi, tra cui Francia e nella Repubblica Ceca, e non ci meraviglieremmo se il Governo, in una fase successiva ordinerà a Fiat le commesse per il rinnovo del parco automezzi nazionale, che ovviamente saranno di provenienza estera. Come già illustrato nel corso dei ripetuti, includenti, incontri precedenti, la CGIL solleciterà l’interessamento della Presidenza del Consiglio dei Minitri affinché venga chiesto alla FIAT di sospendere la procedura di licenziamento e di attivare gli ammortizzatori sociali, trovando le risorse, attraverso la convocazione della conferenza Stato/Regioni, per l’attuazione del piano nazionale dei trasporti e consentire all’unico stabilimento italiano che produce pullman di continuare in Irpinia la sua produzione. Su questo punto ci batteremo fino allo spasimo, come abbiamo fatto fino ad oggi, con coerenza ed attenzione, da quando si è aperta la vertenza della Irisbus, seguita con preoccupazione e con impegno dalla CGIL di Avellino, dalla CGIL Campania e dalla CGIL Nazionale, tanto è vero che lo sciopero generale indetto dalla CGIL si è tenuto in Irpinia a Grottaminarda, a dimostrazione dell’impegno per la Irisbus. Questo punto, va ribadito, poiché non è corretto, seppur dettato dalla disperazione e dalla rabbia, affermare genericamente che il sindacato, senza produrre doverose distinzioni, non si è impegnato nella vertenza Irisbus. L’impegno della CGIL a tutti i livelli è testimoniato dalle iniziative messe in campo, alla determinazione con la quale la vertenza è stata seguita e dalle posizioni assunte. Per questo, riteniamo che anche le proposte della FIOM CGIL, a livello nazionale, con l’iniziativa del prossimo 7 ottobre dinanzi a tutti i cancelli degli stabilimenti FIAT, è la disponibilità dichiarata dal segretario nazionale della FIOM di uno sciopero generale, rappresentino un atto pratico e concreto di vicinanza e determinazione nella battaglia, nella quale occorre non perdere di vista la controparte attualmente rappresentata dal Governo e dalla Fiat. In merito alla proposta avanzata all’unanimità dai lavoratori e dalle Rsu della Irisbus, di indire uno sciopero provinciale, la disponibilità della CGIL di Avellino è già nota da tempo. Non solo a seguito della vertenza IRISBUS, che oggi rappresenta il punto più drammatico della cosiddetta vertenza Irpinia. Rispetto alla mobilitazione generale dell’intera provincia, la CGIL da tempo ha lanciato la proposta, per la quale sta continuando a lavorare raccogliendo le adesioni anche dei primi cittadini di numerosi comuni irpini, tra cui Nusco, Bagnoli, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi. Oggi, l’Irpinia, è di fatto sotto attacco del Governo e della Regione, occorre partire dalle rivendicazioni per la IRISBUS per riportare in primo piano le questioni della rinascita della Provincia di Avellino Negli ultimi mesi abbiamo registrato un accanimento senza precedenti da parte del Governo e della Regione nei nostri confronti. La battaglia dei lavoratori della Irisbus e della CGIL, diventi la battaglia di un territorio, dove negli ultimi diciotto mesi si sono persi 1.500 posti di lavoro e altrettanti se ne perderanno con la chiusura della Irisbus. Un territorio dove alla crisi del settore metalmeccanico si aggiunge quella atavica della concia, la stagnazione dell’edilizia, le difficoltà del comparto forestale e i problemi dei lavoratori delle comunità montane da sei mesi senza stipendi, passando per le cooperative sociali, alla scuola con il personale Ata e Osa e le migliaia di precari senza prospettiva, per finire ai servizi, dalla sanità, con la chiusura dell’ospedale di Bisaccia, alla chiusura dei Tribunali, ai tagli ai trasporti ed al sistema dell’istruzione e dell’assistenza alle fasce deboli. Rispetto ad un quadro di coma democratico e sociale in cui è stata costretta l’Irpinia, ai lavoratori della IRISBUS occorre dare il giusto sostegno nella battaglia ma allo stesso tempo occorre chiedere di partecipare alla mobilitazione in primis in difesa dello stabilimento di Flumeri e del loro lavoro, ma anche per ridare all’Irpinia una speranza di crescita. Per questo motivo lanciamo un appello ed un invito al sindaco di Avellino, in qualità di primo cittadino del capoluogo, di convocare a breve l’assemblea dei sindaci irpini per definire i criteri e le modalità per una grande mobilitazione dei cittadini dell’Irpinia e delle istituzioni locali, contro la Regione ed il Governo, che hanno affamato i municipi, costretti dai tagli a sopprimere i servizi e ad aumentare la pressione fiscale a carico dei cittadini. Tenere il fronte unito, individuando la controparte e i responsabili delle scelte che hanno penalizzato l’Irpinia, unirsi nella battaglia e dimostrare che dai lavoratori e dai cittadini, insieme ai sindacati ed alle istituzioni sensibili al problema, deriva ancora la volontà di non gettare la spugna, è l’unico modo per spingere il Governo e la Regione a rivedere i piani di intervento e garantire le misure necessarie alla Provincia di Avellino a sopravvivere e tentare la ripresa”.

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