Sono tante le facce della vertenza Irisbus. Tante le immagini, tanti i momenti che stanno legando indissolubilmente il destino dei 700 lavoratori dello stabilimento di Flumeri all’orgoglio e alla coscienza (magari anche a quella cattiva del padrone), degli irpini. Dalla sfilata avellinese di ferragosto, cercando un miracolo che tarda ad arrivare nella processione della Madonna Assunta, passando per le rivendicazioni più eclatanti, magari in catene davanti ai cancelli, fino alle notti in piazza, sui duri sampietrini di Montecitorio, in 60 giorni di autentica lotta operaia, le tute blu dell’Irisbus le hanno tentate davvero tutte. L’elenco sarebbe troppo lungo. Ci ha provato a snocciolarlo questa mattina, nei suoi frangenti più significativi, Sergio Scarpa, segretario provinciale della Fiom. Il sindacalista lo ha fatto di fronte alle maestranze nel corso dell’attivo regionale della sua categoria, ma la commozione ben presto ha prevalso, e tra le lacrime di molti, non è riuscito ad ultimare il suo intervento. Scarpa descriveva con precisione proprio questa scena, avvenuta ieri: barricatisi dentro allo stabilimento, da poco occupato, gli operai ricevono dai compagni rimasti fuori, “per un tranello della Fiat”, un piatto di pasta preparato alla buona in una cucina volante. In fila indiana, con la testa bassa. Da dietro le sbarre, come galeotti.
L’occupazione avrà termine questa sera. In attesa di una decisione definitiva che dovrà arrivare lunedì, quando avrà luogo una nuova assemblea. Nelle foto che vi proponiamo, c’è tutta la tenacia degli operai di Valle Ufita: la loro caparbietà e lo spirito di sacrificio. (di Flavio Coppola)
FOTOGALLERY Irisbus, operai nello stabilimento: un pasto dietro le sbarre
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