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Tutti i presenti, compreso giornalisti e forze dell’ordine possono testimoniare che questa richiesta non è stata tenuta in considerazione né dal segretario provinciale del PD né dai vari De Luca e Venezia che si sono avvicinati. Per questi motivi gli operai, convinti di essere in una Nazione democratica in cui la libertà di parola dovrebbe essere il cardine portante di ogni vivere civile, hanno deciso, non senza difficoltà, di auto-presentarsi conquistandosi il palco. Vogliamo dire a questa arruffata e approssimata dirigenza provinciale che la Irisbus e noi operai non possiamo essere usati come fenomeno da baraccone per alzare bandierine, sarebbe stato buon senso chiedere agli operai presenti chi delegavano a parlare e concedere il microfono senza creare traumi e senza preventivi accordi con chi, avendo firmato la chiusura dello stabilimento, non rappresenta più la forza lavoro di Valle Ufita. Ma il buon senso e la buona politica sono molto lontani da questi pallidi dirigenti del PD Avellinese!
È colpa loro se noi lavoratori abbiamo dovuto insistere per poter parlare, è colpa loro se la nostra educazione è stata da qualcuno travisata. Siamo stati strattonati dal palco e nessuno di loro ha proferito parola anzi, hanno intimato alle forze dell’ordine di farci scendere, e per calmare le acque è stato necessario l’intervento della platea e del Segretario Bersani. Noi operai siamo gente onesta che non ha mai fatto male a nessuno, abbiamo profondo rispetto per le persone, per le forze dell’ordine e per il loro lavoro, lo stesso rispetto che pretendiamo per le nostre persone e il nostro sacrosanto diritto alla parola. Perciò ci teniamo a sottolineare che ieri, davanti a tutti, i maltrattati siamo stati solo ed esclusivamente noi e non ci sembra corretto l’atteggiamento di chi vorrebbe cercare di colpire pochi per mettere a tacere cento, gli unici indecenti ieri sono stati i dirigenti locali del PD e il loro modo balordo di gestire la situazione”, conclude la nota.