Irisbus, Mercurio (Gd): “Crescono rabbia e indignazione”

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Giusepppe Mercurio, leader dei Giovani Democratici irpini, si esprime sulla delicata vertenza Irisbus: “Rabbia e indignazione crescono con l’evolversi della vertenza Irisbus. Gli incontri tenuti al Ministero dello Sviluppo Economico, purtroppo, confermano quanto era già vivo nei pensieri di chi ha a cuore la tutela dello stabilimento Irpino. Assenti al tavolo ancora una volta i ministri dei dicasteri interessati a conferma di quanto sia “forte” l’interesse di questo governo nella salvaguardia di circa 700 posti di lavoro a cui se ne aggiungeranno, nei mesi a venire, altre centinaia dell’indotto industriale collegato all’opificio di Flumeri. Dal canto suo, Fiat è passata dalle parole ai fatti e martedì 26 luglio ha firmato il contratto preliminare con la DR segnando il secondo step che porta alla cessione del secondo presidio industriale della provincia di Avellino. E’ triste doverlo ammettere ma, alla luce dei fatti, è innegabile che il destino dell’Irisbus fosse già stato scritto diversi anni addietro e, oggi, si sta scrivendo l’ultimo capitolo di una storia che troverà nell’ultimo tavolo interministeriale del 3 agosto la sua chiave di volta. L’opificio di Flumeri, infatti, vive tra le maglie della recessione sin dal 2004, anno in cui si è dato avvio alla sua “riconversione”: comparti chiusi e ricorsi alla mobilità, riduzioni di linee e tagli di personale in esubero. Per anni, in terra d’Irpinia, è suonata la sirena e, per la verità, sono in molti a non aver sentito, a non aver capito. Eppure, qualcuno avrebbe dovuto immaginare, per non dire sapere, che qualcosa sarebbe accaduta, prima o poi. L’annuncio della cessione dello stabilimento Irpino, non sarebbe dovuto giungere, come un “fulmine a ciel sereno”, su questa provincia. In questo dramma “improvviso”, però, una differenza con quanto accaduto nel passato c’è: questa volta i “FATE PRESTO”, sono giunti da ogni parte e, forse, la politica tutta sembra riuscire a comprendere di essere di fronte ad un richiamo alla responsabilità e al pieno esercizio del proprio ruolo e delle proprie funzioni. Sembra, “finalmente”, essersi alzato il sipario sulla condizione del tessuto industriale della nostra provincia: Irisbus, come FMA, rappresenta da anni il simbolo dell’emergenza occupazionale in Irpinia. A questi simboli, poi, vanno associate le tante emergenze di questo territorio che si incarnano nelle difficoltà che, giorno dopo giorno, decine e decine di piccole e medie imprese sono costrette ad affrontare da sole. Eppure, soltanto un anno fa la strada da percorrere poteva essere un’altra. Nel vicino maggio del 2010, infatti, il dibattito legato allo stabilimento Ufitano portava in conto vari milioni di euro per il rilancio e l’ammodernamento dell’azienda. Certo, tra le altre voci c’era la “produzione” di nuovi esuberi che inevitabilmente l’innovazione porta con sé eppure, soltanto quattordici mesi fa, si discuteva di prepensionamenti, di periodi di mobilità per i più anziani e di adeguamento, per chi sarebbe rimasto, a nuove condizioni lavorative. Qualcosa è successo e quelle condizioni necessarie all’ossigenazione di uno dei polmoni della nostra provincia sono venute a mancare. Alla difficoltà della Irisbus di reggere il confronto con i competitors stranieri e di avere come prevalente interlocutore commerciale la pubblica amministrazione, si è affiancata la scelta malsana, messa in atto a cascata su tutti i livelli di governo, di chiudere i rubinetti di un settore – quello dei trasporti pubblici, appunto – già di per sé in difficoltà. Una scelta miope, che ha rappresentato, inevitabilmente, la stangata definitiva ad ogni chance di rilancio dell’intero comparto dei trasporti in provincia di Avellino e in regione Campania. E, anche se le difficoltà vanno affrontate con quel senso di “ritrovata coesione” da parte di tutti i soggetti interessati, non si può non imputare al governo nazionale, al governo regionale e a tutti i parlamentari Irpini del centrodestra che, corresponsabilmente, da un fronte hanno firmato con i propri voti la condanna dell’Irisbus e dall’altro hanno dimostrato la palese incapacità di individuare cause e soluzioni dei problemi andando a rincarare la dose rispetto ai disastri già messi in atto dalle politiche del Governo nazionale. La prova tangibile di queste responsabilità si ritrova nella crisi complessiva del sistema trasporti che, da un lato, ha generato un aumento vertiginoso delle tariffe e, dall’altro, ha comportato una sensibile riduzione dei servizi offerti con l’inevitabile corollario dell’aumento del personale in esubero. (Solo in regione Campania, i tagli al settore introdotti dalla manovra economica 2010 ammontano e ammonteranno a 260 milioni di euro per il 2011 ed a 232 milioni di euro per il 2012, senza contare il taglio di 167 milioni di euro delle risorse destinate allo svecchiamento del parco mezzi, voce – quest’ultima – che investe a pieno titolo proprio la produzione dell’Irisbus.) Alla luce, di questi pochi dati, è lapalissiano affermare che non è solo la produzione dell’Irisbus ad essere in crisi, ma è l’intero comparto dei trasporti pubblici che sta crollando, con particolare riferimento alla regione Campania. Le proteste dei dipendenti del TPL (tra cui i dipendenti delle aziende irpine) che nei giorni scorsi si sono mobilitati puntando il dito contro i tagli indiscriminati della Regione Campania sono il chiaro segnale di quanto l’intero comparto sia in difficoltà e sono un appello chiaro e forte indirizzato alla politica e alle istituzioni affinché intervengano in maniera risolutiva. Alla politica, oggi e non domani, spetta il compito di muoversi per salvare il salvabile e provare a convincere una volta per tutte il Governo regionale ad intervenire per stanziare i fondi a disposizione al fine di salvaguardare la sopravvivenza dello stabilimento Irpino e rilanciare l’economia del settore dei Tpl in Campania”. Segretario Provinciale Giovani Democratici

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