Irisbus, Melchionna: “Marchionne vada, ma liberi lo stabilimento”

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“Apprendiamo con grande dispiacere la notizia riportata dalle agenzie in merito alla dichiarazione di Sergio Marchionne a.d. della FIAT durante l’assemblea per l’approvazione del bilancio del Gruppo Fiat. Marchionne ha dichiarato di non voler più produrre autobus in Italia e quindi la chiusura definitiva della Irisbus. Riteniamo che il Sig. Marchionne sia libero di andare dove vuole come imprenditore, però deve lasciare immediatamente libero lo stabilimento e i macchinari della Irisbus di Flumeri”. A parlare è Mario Melchionna, segretario generale della Cisl irpina, che aggiunge: “Ricordo al Sig. Marchionne, anche se lui continua a negare l’evidenza, che lo stabilimento e i macchinari sono stati finanziati con i soldi degli Italiani. Gli stessi Italiani che per anni hanno contribuito con incentivi pubblici affinchè la famiglia Fiat potesse arricchirsi al punto di potersi permettere di sputare in faccia agli italiani e ai lavoratori nel momento in cui le cose non vanno troppo bene dal punto di vista industriale. Troppo comodo così,si prende quando si deve prendere e si scappa quando non c’è più niente da prendere. In questi giorni si discute molto della riforma del mercato del lavoro in Italia,in particolare della modifica dell’art.18, le Organizzazioni Sindacali,se pur tra tante difficoltà, hanno mantenuto una forte coesione sulle modalità di affrontare la delicata questione e soprattutto un forte intento sugli obiettivi da raggiungere,nonostante i tentativi da parte del Governo di dividere il mondo del lavoro. Allora di quale art.18 vogliamo parlare di fronte ad una volontà manifestata dall’azienda più grande d’Italia di andare via dall’Irpinia senza un minimo di confronto e di spiegazione con il Sindacato e con i 700 lavoratori che aspettano certezze e non false promesse? L’Irisbus è l’unica fabbrica in Italia che costruisce autobus e non ha nessun problema strutturale,allora perché Fiat continua a giocare sulla pelle dei lavoratori,incurante del grave disagio sociale che ha contribuito a creare in Irpinia, in una provincia che registra un tasso di disoccupazione del 20% e di quella giovanile del 54% circa e con 83mila iscritti nelle liste del centro dell’impiego in cerca di occupazione. Alcune centinaia di lavoratori della Irisbus hanno incappato nella famosa situazione degli “esodati”,cioè lavoratori che non potranno ne beneficiare della pensione e ne del posto di lavoro,grazie alla grande invenzione di un Ministro e di un Governo sconsiderati! Riteniamo che la Irisbus non può restare chiusa solo per decisione di un imprenditore arrogante,anzi ritengo che proprio adesso che la Fiat ha manifestato con chiarezza la vera volontà,sia giunto il momento di accelerare i tempi di confronto al Ministero per un confronto immediato,così come concordato nel corso della precedente riunione a Roma, per mettere una volta per sempre i vertici della Fiat di fronte alle loro responsabilità. Siamo fortemente convinti che lo stabilimento Irisbus con o senza la Fiat potrà ritornare a produrre autobus. Serve un forte impegno del Governo e delle regioni che dovranno destinare i fondi necessari per il sistema trasporti e per il rinnovo parco autobus in Italia, e serve anche individuare gruppi Imprenditoriali Italiani o Stranieri che sono disponibili ad investire in Valle Ufita e alla immediata riassunzione dei lavoratori della Irisbus. Intanto, in attesa che venga convocato in tempi rapidi l’incontro che abbiamo richiesto al Ministero, riteniamo opportuno affrontare la vicenda della Irisbus gia nella riunione del Tavolo Permanente sul tema del lavoro e dello sviluppo che si terrà giovedi 12 aprile presso l’Amministrazione Provinciale di Avellino,così come richiesto da CISL,Cgil e Uil nel corso del convegno del 30 marzo u.s. Diamo atto al Presidente Cosimo Sibila per aver accolto immediatamente la nostra richiesta di costituire la Cabina di Regia in provincia con la partecipazione del Vice Presidente della Regione Giuseppe De Mita, del Sindaco di Avellino Giuseppe Galasso e dei firmatari del Patto per l’Irpinia. Adesso occorre l’impegno di tutti per affrontare le tante vertenze aperte sul nostro territorio e per dare certezze ai tanti lavoratori che vivono grandi difficoltà,la CISL farà come sempre la propria parte”.

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