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“Attività produttiva e posti di lavoro non si toccano, da questo assunto la Cisl non si schioda e chiede di ripartire. E per verificare quali siano le scelte migliori per farlo e affrontare tutti i nodi da sciogliere, dopodomani, 28 settembre, incontreremo tutti i nostri iscritti – fanno sapere”. Nel giorno in cui il consiglio di fabbrica ha criticato duramente i sindacati nazionali, i vertici della Cisl replicano così: “Tocca registrare che una sparuta minoranza interna a Irisbus, seppur in buona fede, ha impedito il più elementare esercizio di democrazia: che i lavoratori incontrassero i vertici anche nazionali di categoria, come definito la scorsa settimana a Roma unanimemente con la Cgil e la Uil. E’ questo sicuramente il frutto di un clima esasperato – hanno concluso Lucci e Vitali – ma, tuttavia, in questa maniera si finisce per favorire la chiusura dello stabilimento, obiettivo a cui pare qualcuno intenda subdolamente puntare”.