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Irisbus, Lengua (Pd): “Decisione disarmante. Centrodestra immobile”

“Sconcertante e irresponsabile”. Così il segretario provinciale del Partito Democratico, Caterina Lengua, ha commentato l’annuncio dell’avvio delle procedure per la chiusura dello stabilimento Irisbus Valle Ufita. “Cos’altro deve ancora accadere alla nostra Irpinia perché questo centrodestra, che governa a Roma come a Napoli, esca dall’immobilismo nel quale è sprofondato e faccia propria una battaglia che non è solo a difesa dei lavoratori dell’Irisbus ma del futuro di un’intera provincia? Quell’annuncio – ha continuato – suona come una condanna a morte per l’Irpinia intera. Una condanna a morte maturata con la colpevole complicità di un esecutivo nazionale e di un governo regionale che, ancora una volta, si sono mostrati nemici di questa terra e della sua gente. Alle ripetute interrogazioni parlamentari presentate dal Senatore De Luca unitamente al capogruppo Finocchiaro, il governo e la maggioranza di centrodestra hanno risposto con un imbarazzante silenzio. Stessa sorte, purtroppo, è stata riservata in Assise regionale anche alle sollecitazioni dell’onorevole D’Amelio. E se niente ci saremmo aspettati da un governo nazionale ormai agonizzante, non possiamo negare di aver coltivato la speranza in un sussulto di responsabilità da parte di Palazzo Santa Lucia. Avevamo sollecitato il Presidente Caldoro, sulla scia di quanto richiesto ed ottenuto dai governatori padani per pagare le quote latte dei propri allevatori, a rivendicare con forza il ricorso immediato ai fondi Fas nel quadro di una chiara programmazione sul fronte della politica nazionale nel settore trasporti. Contestualmente, avevamo indicato la necessità di sbloccare immediatamente le commesse già finanziate, in modo da restituire ossigeno allo stabilimento e consentire la riapertura della vertenza pretendendo da Fiat il medesimo impegno assunto per Grugliasco e finanziando il rinnovo del parco mezzi della Regione Campania ormai obsoleto ed in gran parte non rispondente alle normative vigenti. Nulla in tal senso è stato fatto ma siamo convinti che vi sia ancora spazio per un intervento del governo regionale che consenta la riapertura della vertenza. Quel che serve è quel che finora è mancato: autorevolezza e volontà politica. Chiediamo al Governatore Caldoro di indire immediatamente un tavolo istituzionale a cui possano sedere tutte le parti interessate per riaprire la discussione e ricercare finalmente e nella concretezza, una via d’uscita diversa da quella sinora immaginata. Non continui, il Governatore Caldoro, a mortificare con inutili quanto sporadiche presenze in Irpinia la dignità e la speranza dei lavoratori. Piuttosto, dimostri di possedere l’autorevolezza e la volontà per tenere fede agli impegni assunti e rispondere al grido d’allarme che sale da questi territori. Dimostrino, i nostri rappresentanti di maggioranza e di governo di non aver tradito queste comunità. Se nulla accadrà, se ancora una volta si mostreranno inermi nel difendere i diritti di questa provincia, se quest’ennesimo e mortale colpo al futuro dell’Irpinia non dovesse essere evitato, l’augurio è che, di fronte al fallimento, questo governo regionale e questa maggioranza possano trovare il coraggio di fare un passo indietro”.

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