Irisbus – Indotto: “Di Risio si fa da parte? Comunque una sconfitta”

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L’indotto IRISBUS sollecita il dialogo trasversale tra tutte le parti politiche e sindacali. All’indomani della nota ufficiale del gruppo Di Risio che si è defilato, annunciando di non essere più interessato a rilevare lo stabilimento di Valle Ufita, registriamo la nota dell’indotto dell’importante fabbrica flumerese: “Se è pacifico che l’obiettivo comune è quello di mantenere e far crescere i livelli occupazionali in Irpinia e in Campania, a nessuno serve dividersi e chiudersi sulle proprie posizioni. L’annuncio del gruppo DR alla rinuncia a rilevare lo stabilimento di Valle Ufita non deve essere motivo di soddisfazione né tantomeno deve essere sbandierato in segno di vittoria. Per l’indotto l’aver perso le intenzioni di Di Risio di entrare a far parte del tessuto produttivo locale è da considerarsi una sconfitta: si potevano offrire a questo imprenditore altre soluzioni da sviluppare sul territorio, vista la presenza sul territorio irpino di tanti siti produttivi adeguati alla sue esigenze.
Occorre, invece, riflettere e porsi delle domande precise. Vuole la Fiat rinunciare allo stabilimento italiano di Valle Ufita e produrre bus per il mercato europeo negli stabilimenti cechi e francesi? Perché? E se questo è vero e rifiutando qualsiasi discussione, la Fiat non è più interessata al mercato italiano? Questa potrebbe essere una scelta che dal punto di vista imprenditoriale l’indotto potrebbe anche condividere; però, perché non cedere lo stabilimento ad un’altra azienda del settore bus (dimostrando così di essere sensibili alla sorte degli operai della Irisbus e dell’indotto) invece che cederlo ad un imprenditore che fa tutt’altro mestiere e che pare che ad oggi abbia rinunciato all’acquisto?
Se le Istituzioni riuscissero a mettere ordine nel sistema dei trasporti pubblici, riuscendo a creare quella specie di “protezionismo alla francese” di cui si dice nella proposta dell’indotto, stanziando fondi e lanciando per i prossimi anni un piano di trasporti razionale ed in linea con le direttive europee, quale azienda italiana ne potrebbe beneficiare? Nessuna!
Queste sono solo alcune delle domande che ormai da tempo si pone l’indotto IRISBUS. L’indotto non vuole buttare al vento il suo know how specifico, le competenze della propria forza lavoro, le tecnologie avanzate di cui dispone ed il suo entusiasmo e non si spiega il perché ogni volta che propone un tavolo dove poter discutere ad un progetto di sviluppo industriale in alternativa alla chiusura, si registra un marcato assenteismo dei politici, della Confindustria e dei sindacati. Quando si tratta di affrontare e di entrare nello specifico di questioni importanti emergono i limiti della gran parte della classe politica e sindacale locale: ci si limita a dispensare solidarietà,a scaricare la responsabilità sugli altri o ad esternare semplici buoni propositi.
Il sistema produttivo locale ha bisogno di risposte concrete. Per questo, e per tanti altri motivi , l’indotto IRISBUS invita tutti, istituzioni locali, regionali e nazionali, i sindacati e Fiat a dialogare: se ognuna delle parti svolgesse con convinzione e responsabilità il proprio compito con una moderna cultura lavorativa si potrebbe raggiungere l’obiettivo comune. Alla Fiat l’indotto vuole offrirsi non certamente come acquirente dello stabilimento (come è stato più volte detto) ma come officina di idee e di competenze e come sostegno allo sviluppo e realizzazione di nuovi bus ad alta efficienza in armonia con le esigenze di trasporto passeggeri delle città italiane ed europee.
“Tutti gli schieramenti politici ci stanno dando la loro adesione e ci chiedono di illustrare e discutere sulla nostra proposta”, dicono i rappresentanti dell’indotto, “e noi stiamo organizzando un incontro alla Regione Campania per la prossima settimana”. Già i Consiglieri Regionali D’Amelio PD, Zecchino ADC e Barbirotti IDV ed il parlamentare On. Barbato hanno offerto il loro impegno e saranno presenti all’incontro. Le segreterie nazionali dei partiti e dei sindacati hanno preso visione della proposta dell’indotto e si sono resi disponibili a partecipare”.

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