Irisbus – “La linea criminogena della FIAT che distrugge il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie si sta facendo strada all’interno delle organizzazioni sindacali irpine finora compatte nel sostenere il no alla chiusura dello stabilimento IRISBUS e nel rifiutare la cessione-porcata dell’azienda alla DR MOTOR di Di Risio. Girano con insistenza voci sulla volontà di qualche organizzazione sindacale di promuovere in fabbrica il referendum sul “si” alla cessione alla DR Motor di Di Risio come è già stato fatto a Pomigliano e a Mirafiori. Ma un referendum a risposta unica non è un referendum è una porcata”. Così la segreteria provinciale del Pdci, che aggiunge: “Chi farà questa scelta promuoverà da divisione dei lavoratori e la distruzione di qualsiasi prospettiva industriale per la nostra provincia che sarà così relegata sempre più ad un ruolo assolutamente marginale sul piano economico e politico. Grave è la responsabilità delle forze politiche di Governo complici delle scelte scellerate della FIAT che straccia coscientemente la Costituzione repubblicana. Questi politici non contano nulla, sono incapaci di svolgere qualsiasi ruolo di difesa del bene comune proni come sono agli interessi privati di poche famiglie capitalistiche multinazionali che guardano al mondo esclusivamente dall’alto dei propri interessi e delle migliaia di miliardi da trafugare alle casse dello Stato attraverso finanziamenti e ammortizzatori sociali vari, per scaricare la loro crisi sull’intera società. Il Partito dei Comunisti Italiani ribadisce che l’unica cosa da fare nel caso della IRISBUS è quella della NAZIONALIZZAZIONE DELLA FABBRICA con gestione da parte dei lavoratori, con approvazione da parte del Governo del piano nazionale dei trasporti e con il rinnovo pressoché totale del parco macchine largamente obsoleto ed insufficiente alle esigenze della popolazione. Altro che chiusura della IRISBUS. Se il Governo ed i partiti che lo sostengono non sono in grado di assumersi le proprie responsabilità di fronte all’intero popolo Irpino ebbene noi chiediamo con forza LE LORO DIMISSIONI IMMEDIATE vista la loro inutilità sociale che diventa una grave beffa per tutti i cittadini visto il costo esorbitante dei loro stipendi e quello delle corti di faccendieri di cui sono circondati. Ai sindacati e ai lavoratori diciamo che non è il momento di mollare e che è anzi necessario generalizzare ed unire ad un livello sempre più alto la vertenza Irpinia, collegandola a quella di tutte le altre fabbriche in crisi del SUD e del Nord del paese. Il popolo italiano non sa che farsene di imprese che producono solo tensioni sociali invece che il benessere e la prosperità dell’intera collettività nazionale. Dobbiamo liberarci dei parassiti che sanno solo succhiare al pubblico denaro senza dare mai nulla di positivo alla collettività. Oggi giorno l’Italia spende settanta milioni di euro per spese militari e altre folli spese militari sono programmate nei prossimi anni con l’acquisto di ben 135 aerei da combattimento ognuno dei quali costa alle casse dello Stato ben 114 milioni di euro. Basta un solo aereo in meno per risolvere tutte le crisi di tutte le aziende irpine e non solo irpine. Allora lo ribadiamo non è il momento di cedere, se lo facessimo la storia condannerà inequivocabilmente i servi di oggi e darà ragione a quanti si stanno battendo con decisione contro l’ignominiosa politica della FIAT e del capitalismo parassitario italiano e internazionale. La nostra massima solidarietà va ai lavoratori in lotta e all’operaio colpito ieri brutalmente dalla repressione delle forze dell’ordine”.