
Flumeri – Vertenza Irisbus, i lavoratori rompono gli indugi. Dall’assemblea svoltasi questa mattina sono giunti due chiari indirizzi. In primis, le maestranze chiedono a chiare lettere “che si indica al più presto uno sciopero generale del gruppo Fiat e uno sciopero generale della provincia di Avellino”. A tal proposito, ricordano il documento sottoscritto lo scorso settembre, nel quale si chiedeva un tavolo urgente alla Presidenza del Consiglio con la Fiat, i Ministri interessati ela conferenza Stato Regioni “per rivendicare la il finanziamento del piano trasporti”. “Nel citato documento, – aggiungono – , si diceva che qualora le richieste fossero state negate le organizzazioni sindacali unitariamente avrebbero effettuato una grande manifestazione a Roma entro e non oltre il 21 settembre”. A questo punto i lavoratori della Irisbus denunciano senza mezze parole il comportamento tenuto dai rappresentanti sindacali nazionali. Sotto accusa infatti non c’è solo il governo, “che ha continuato a convocarci al Mise evitando di parlare della risoluzione del problema”, ma anche le forze sociali ”che non hanno rispettato l’impegno preso nell’assembla, dimenticando completamente la promessa della manifestazione del 21”.I lavoratori si dicono irremovibili. Dal momento che la vertenza ha assunto un valore nazionale “dopo 70 giorni di sciopero” e che “il sindacato nazionale confederale il 21 settembre non ha ritenuto opportuno raggiungere i lavoratori in Via Molise (Rooma), indebitamente sequestrati, le maestranze ribadiscono la necessità che “la vertenza diventi nazionale anche per il sindacato”. “Chiamiamo a discutere i segretari nazionali confederali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, e Fismic, ( e dei metalmeccanici) che spesso si spostano anche per un solo licenziamento, ma poi arrivano in ritardo sulla possibile perdita di 700 posti di lavoro, cercando addirittura di aggirare le proprie responsabilità e limitandosi a dichiarazioni mediatiche spesso in contraddizione tra i vari livelli”.