Irisbus, gli operai alla politica: tre impegni per salvare il futuro

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Irisbus, gli operai appaiono esasperati. Le speranze di salvare il grande stabilimento dell’Ufita sono sempre minori. Il consiglio di fabbrica, attraverso una nota perentoria rivolge un ultimo appello ai politici irpini. “Data la latitanza assoluta di questo governo rispetto alla questione Fiat Irisbus Iveco di valle Ufita”gli operai, “con le occupazioni per ora dei comuni di Grottaminarda e Flumeri” avanzano tre specifiche rivendicazioni. “Innanzitutto, chiediamo ai sindaci irpini di consegnare le fasce tricolori e unirsi alla lotta dei lavoratori”. Quindi un nuovo invito ai parlamentari irpinini di maggioranza ed opposizione: “Ad Arturo Iannaccone (Noi Sud), Gianfranco Rotondi (ministro Attuazione programma Pdl), Marco Pugliese (Forza del Sud), Giulia Cosenza Pdl), Francesco Pionati (Adc), Cosimo Sibilia (Pdl), Enzo de luca (Pd), che a parole hanno detto di difendere occupazione e territorio, di dimettersi da questo governo fantasma soprattutto per il sud”. Per finire la proposta. Alla luce del prossimo e decisivo incontro del 3 agosto presso il Ministero dello Sviluppo economico, le maestranze chiedono “di costringere prima Regione e governo a finanziare il piano trasporti nazionale e salvaguardare così la vita d il futuro dell’unico stabilimento italiano che produce autobus e con esso tutto il territorio e l’economia irpina”.

La situazione si fa sempre più delicata. In mattinata, una folta delegazione di lavoratori, circa 100, ha occupato in segno di protesta il Comune di Grottaminarda. Snervati dall’ improduttiva trattativa in atto ormai da lunghe settimane con Fiat e scoraggiati dagli incontri avuti sinora presso il Ministero dello Sviluppo economico, puntualmente disertati dagli esponenti dell’esecutivo, i lavoratori hanno deciso di manifestare ad oltranza presso il municipio del comune irpino amministrato da Giovanni Ianniciello. Chiedono un confronto con il presidente della Regione, Stefano Caldoro. In caso contrario, fanno sapere, non abbandoneranno il Comune. La decisione è stata presa questa mattina, nel corso della riunione tenuta dai lavoratori per valutare le prossime iniziative da adottare per scongiurare la vendita (ma si tema la dismissione) dello stabilimento.

Il segretario provinciale della Cgil, Vincenzo Petruzziello, lancia un vibrante appello ai parlamentari irpini ed al ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. “Se hanno gli attributi facciano come la Lega, e difendano gli interessi di questa provincia. Altrimenti – conclude – si dimettano”.

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