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> Poi il passaggio dedicato alla possibile soluzione della vertenza Irisbus. “Nel merito, la soluzione possibile è legata all’utilizzo dei fondi FAS per il rinnovo del parco auto delle regioni. Su questo la Regione Campania ha preso già un impegno preciso, quello di usare queste risorse per rinnovare il proprio parco auto una volta che il governo dovesse sbloccare queste risorse. Ma la questione deve avere un risvolto nazionale. E’ chiaro che con il solo impegno della Campania non si va da nessuna parte. Tutte le Regioni devono assumere lo stesso impegno”.
Altra strada percorribile è quella di aggiungere una funzione produttiva allo stabilimento di Valle Ufita. “Alla produzione – ha continuato Giuseppe De Mita – si potrebbe pensare di aggiungere la manutenzione dei mezzi e questo potrebbe essere oggetto di un accordo tra tutte le Regioni del Centro-Sud Italia. Per raggiungere questo duplice obiettivo è necessario da un lato avere la disponibilità delle risorse e dall’altro acquisire la disponibilità dell’azienda. Ecco perché proprio in questa fase non bisogna cedere e occorre manenere una posizione ferma. L’atteggiamento che oggi Fiat mostra di avere è incomprensibile, perche’ non vende un pezzo del proprio patrimonio, ma uno stabilimento finanziato con fondi dello Stato”.
Ed è proprio la riflessione sui fattori produttivi nazionali che secondo De Mita imporrà al governo centrale un atteggiamento diverso rispetto al ruolo strategico giocato da Irisbus sullo scenario italiano. “La strada da seguire – ha continuato De Mita – non è quella della stravaganza. L’Italia dovrà avviare una riflessione seria sui fattori produttivi nazionali. E tra questi c’è il mercato degli autobus che vede nella Irisbus l’unico stabilimento nazionale capace di produrli a fronte di un parco mezzi che nel giro di pochi anni dovrà essere profondamente rinnovato. Il punto oggi è quindi quello di non cedere, di non cadere nella tentazione di transazioni al ribasso. Non si fa un favore all’Irpinia ma è un discorso di convenienza per il governo stesso che non potrà disperdere elementi di ricchezza per il proprio territorio nazionale. Adesso quindi bisogna tenere ferma questa posizione. E’ una battaglia di intelligenza quella che stiamo facendo, perché ci induce a riflettere ed a capire il tempo che viviamo ed il momento di difficoltà che stiamo affrontando”.