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La questione, inutile dirlo, è molto complessa. Il Parlamento dal canto suo si è già espresso chiedendo al vecchio esecutivo, in particolare all’ex ministro Zanonato, di “… promuovere l’attivazione di un tavolo nazionale per l’unificazione delle vertenze Bredamenarini e Irisbus anche nella prospettiva di favorire la costituzione di un polo nazionale per la progettazione e la costruzione di autobus e veicolo per il trasporto pubblico su gomma”.
La traccia, comunque, non è cambiata e in via Molise si sta lavorando alacremente per accelerare e arrivare ad un punto in tempi brevi anche perché le prossime settimane vedranno i maggiori contractor impegnati nella sottoscrizione di svariati accordi tra cui il fondo da 100 milioni della Legge di Stabilità, da ripartire tra le Regioni, per l’acquisto di mezzi su gomma per il triennio 2014-2016.
Intanto, nei prossimi giorni la Regione Campania emetterà i primi decreti per la concessione della cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle cinque province, tra loro anche gli operai della Irisbus cui saranno garantiti gli ammortizzatori sociali fino al prossimo 30 giugno. Ma se entro aprile non si registreranno passi in avanti concreti coi nuovi possibili acquirenti, Fiat potrebbe far partire le procedure di mobilità. Tra i lavoratori, in questo senso, c’è grande preoccupazione. (@antopirolo)