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Irisbus, domani summit al Mise: gli eurodeputati scrivono a Barroso

Nella vertenza Irisbus scende in campo il Parlamento europeo. Su iniziativa del vicepresidente vicario, Gianni Pittella, un gruppo di parlamentari italiani ha inviato una lettera al presidente della Commissione, Jose’ Manuel Barroso per chiedere che l’Ue faccia sentire la propria voce “affinché il confronto ministeriale che vedrà le parti riunite domani a Roma possa avere un esito positivo”. L’immediata concessione della cassa integrazione, l’utilizzo dei fondi Fas per finanziare il piano trasporti e la riapertura di una prospettiva di rilancio dell’azienda sono le basi, secondo i firmatari, su cui è possibile trovare un’intesa per evitare la chiusura dello stabilimento avellinese del gruppo Fiat.
“Caro Presidente, – si legge nella missiva – l’industria europea rischia di ricevere un nuovo durissimo colpo. Se confermato, l’annuncio della Fiat di chiudere lo stabilimento Irisbus Iveco di Valle Ufita (provincia di Avellino), provocando la perdita di settecento posti di lavoro diretti e molti altri nell’indotto, e privando il comparto trasportistico di un presidio produttivo d’avanguardia, rappresenterebbe un ulteriore indebolimento del tessuto sociale e produttivo, una caduta della coesione sociale e della competitività. Quello di Valle Ufita, se il gruppo Fiat dovesse confermare, anche durante il prossimo incontro, il 21 settembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico sarebbe, dopo Termini Imerese e Imola, il terzo stabilimento che il gruppo torinese, complessivamente, chiude in Italia, nonché il secondo nel Mezzogiorno. Ciò avverrebbe proprio mentre le istituzioni europee lanciano la strategia per la creazione di un’Europa più dinamica, inclusiva e competitiva, e in uno dei momenti di più acuta crisi nella storia europea. È per queste ragioni che Le chiediamo di far sentire la voce della Commissione europea affinché il confronto che vedrà le parti riunite mercoledì 21 settembre a Roma possa avere un esito positivo. L’immediata concessione della cassa integrazione, l’utilizzo dei fondi FAS per finanziare il piano trasporti e la riapertura di una prospettiva di rilancio dell’azienda sono le basi su cui è possibile trovare un’intesa”.

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