Irisbus, De Luca (Pd) presenta interrogazione al Governo

0
3

Il senatore del Pd Enzo De Luca ha presentato un’altra interrogazione (poi firmata anche da altri senatori del Pd e dal senatore del PdL, Cosimo Sibilia) indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico per ricordare al Governo – in vista dell’incontro del 9 ottobre tra il Ministro Passera e i sindacati centrato proprio attorno al futuro della Irisbus – l’impegno assunto accogliendo l’ordine del giorno presentato su sua iniziativa il 31 luglio in relazione al decreto legge 22 giugno 2012 n. 83 (convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134), di inserire “nel primo provvedimento utile la risoluzione della vertenza Irisbus e nelle more elaborare ed approvare un piano nazionale per il trasporto pubblico locale, anche attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico Regione/Enti locali per il reperimento delle risorse per l’attuazione del suddetto piano nazionale, evitando l’ulteriore deterioramento degli autobus nel nostro Paese, e scongiurare il rischio di un’ennesima infrazione Ue”.
Nell’interrogazione, la quarta che il senatore ha presentato sul caso dello stabilimento di Flumeri, De Luca, sottolineando ancora una volta l’importanza strategica dello stabilimento irpino nel tessuto industriale del Mezzogiorno e del Paese, chiede anche di sapere “… se, come già richiesto in precedenti interrogazioni, non si ritenga strategico predisporre un piano nazionale del trasporto pubblico, che valorizzi il sistema industriale nazionale di produzione stimolando innovazione di prodotto e sostenibilità nella propulsione dei motori e non si ritenga necessario destinare una parte dei fondi FAS a tali progetti” e “… se, in attesa di disposizioni risolutive e/o migliorative dello stato attuale, si conviene con lo scrivente sull’assoluta necessità di prorogare la cassa integrazione per i lavoratori della Irisbus”.
A proposito di crisi economica e sociale, sulla base di quanto emerso dall’ultimo rapporto Svimez – il quadro futuro è sconfortante soprattutto per Sicilia, Calabria e Campania, ancora una volta la più povera, con il reddito procapite più basso d’Italia: 16.448 euro (Sicilia 17.671, Puglia 17.102, Calabria 16.603) – nei giorni scorsi De Luca ha presentato un’altra interrogazione al Presidente del Consiglio e ai Ministri per lo Sviluppo economico e la Coesione territoriale, per chiedere, dopo aver elencato le iniziative e i piani principali – corredati da dati e cifre – presentati dal premier Monti e dal ministro Barca, “quali iniziative il Governo ha in programma per dare attuazione a tali misure, indispensabili per far ripartire l’economia del Mezzogiorno d’Italia e ridare speranza e fiducia nel futuro alle generazioni presenti e future”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here