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Due, per il senatore del Pd, le tappe da segnare nell’immediato: “limitare la cassa integrazione per gli operai a un periodo non superiore ai sei mesi e avviare un piano di ammodernamento e ristrutturazione della fabbrica, inquadrato nell’ambito di un più ampio piano industriale da predisporre su scala nazionale”. Per il rilancio della Irisbus, De Luca ha proposto di utilizzare le risorse del Fas: “Il Governo non ha esitato ad attingere al Fondo quando si trattava di ripianare i bilanci dei Comuni “amici” di Roma e Catania, di risolvere la questione delle quote latte, di organizzare il G8 a La Maddalena, poi spostato a L’Aquila. E allora perché non può farlo per salvare la Irisbus? Di fronte al dramma che vivono le famiglie dei mille operai dello stabilimento, che, con la Fma di Pratola Serra, rappresenta la colonna vertebrale dell’economia della zona e una realtà lavorativa fondamentale nel Sud e nel Paese, il Governo non può girare la faccia dall’altra parte. Per questo mi rivolgo a tutti i parlamentari degli schieramenti politici della maggioranza di governo, della Campania e del Sud, affinché ci si adoperi, insieme, per evitare che su questa questione venga cancellata dall’agenda del Governo e dalle priorità della Fiat. Anche il Governo regionale, che non può essere esentato da responsabilità, deve attivarsi e adoperarsi affinché venga realizzato il piano industriale di ammodernamento e rilancio della fabbrica irpina e di tutte quelle presenti in Campania. Che fine hanno fatto il Piano per il Sud e la Banca del Mezzogiorno? I soliti illusionismi del nostro premier. Ma i problemi cui devono far fronte gli operai della Irisbus non possono essere affrontati con chiacchiere e illusionismi”. Infine, De Luca ha messo in guardia da un altro rischio: “L’indebitamento, il progressivo indebolimento del tessuto industriale del Mezzogiorno con le inevitabili ricadute negative sul fronte occupazionale, sono un ulteriore regalo alle mafie. Non possiamo permettere che si consumi uno scempio sulla pelle dei nostri lavoratori, dei nostri ragazzi, che il futuro del Sud venga svenduto alla criminalità organizzata – ha concluso – Per questo, dobbiamo batterci con tutte le nostre forze per salvare la Irisbus. Ne va dei destini del Sud e, considerando l’importanza strategica della fabbrica irpina nello scacchiere industriale europeo e internazionale, del Paese”.