
Irisbus, società dell’Iveco che opera nel settore della produzione e commercializzazione degli autobus urbani, extraurbani e turistici, “prende atto della rinuncia, comunicata ieri, del gruppo Dr all’acquisizione dello stabilimento di Flumeri in provincia di Avellino, nella Valle Ufita. Di fronte all’impossibilità di portare a termine l’unica soluzione individuata, che consentiva l’avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale ed industriale per assicurare continuità al sito, l’azienda sarà costretta, suo malgrado, ad avviare le procedure consentite dalla legge per cessare le attività dello stabilimento”. E nella nota di stamane Irisbus Italia si rammarica del fatto che “le strumentalizzazioni sviluppatesi su questa vicenda non abbiano nemmeno consentito la verifica della nuova soluzione industriale delineata, che avrebbe garantito prospettive di occupazione e di reddito. Come è noto la società ha subito molto duramente gli effetti della grave crisi che ha colpito il mercato degli autobus urbani in Italia, le cui immatricolazioni si sono drammaticamente ridotte. Ciò ha determinato una progressiva e costante contrazione dei volumi produttivi dello stabilimento, che sono passati dai 717 veicoli del 2006 ai soli 145 autobus, di cui meno di 100 urbani, dei primi sei mesi del 2011”. “Due mesi di approfondimenti e incontri, anche mediante l’istituzione di tavoli tecnici ad hoc – conclude il comunicato – hanno confermato che la situazione attuale delle gare e le previsioni per il medio periodo continuano a evidenziare un trend di forte contrazione della domanda, peraltro fortemente condizionata, nell’attuale congiuntura, dalla scarsità di fondi pubblici, che non consente di mantenere un’offerta competitiva e di proseguire l’attività industriale dello stabilimento di valle Ufita”.
Questo, dunque, il comunicato col quale la Fiat mette in mobilità i 700 lavoratori della fabbrica di Flumeri. La notizia, non del tutto inaspettata, rappresenta comunque una nuova tegola soprattutto dopo le rassicurazioni dei governatori di Campania e Puglia, Stefano Csldoro e Nichi Vendola, sulla volontà di realizzare un Patto tra Regioni per un significativo piano trasporti che desse ossigeno alla fabbrica. Mentra sale anche l’allarme sociale, perchè i lavoratori sono esasperati, cresce l’attesa per l’incontro a Palazzo Chigi, sulla convocazione del quale si era impegnato il sottosegretario Gianni Letta.