“La scelta della Fiat è un atto grave ed unilaterale che evidenzia, ulteriormente, l’inconsistenza di questo governo in materia di scelte di politiche industriali”. Così Generoso Bruno, sponente politico del Partico Democratico. “E’ necessario, però, che la trattativa riprenda, direttamente, come auspicato dai sindacati e dai lavoratori, a Palazzo Chigi e che la Fiat blocchi l’annunciata procedura di messa in mobilità. Dopo Termini Imerese, quello di Valle Ufita, è il secondo stabilimento che Marchionne decide di chiudere nel Mezzogiorno ed il terzo in Italia. Molte delle prospettive di futuro passano, in Irpinia, nella difesa di questo insediamento e nella presenza della Fiat all’interno del nostro tessuto produttivo. Mai come in queste ore è opportuno tenere i nervi saldi ed impedire che il ‘braccio di ferro’ avviato dal Lingotto produca un qualche indebolimento rispetto al forte profilo unitario che, sin qui, ha caratterizzato la vertenza ufitana. Sabato mattina, insieme ad alcuni Sindaci, sarò con Gianni Pittella – Vicepresidente del Parlamento Europeo – ai cancelli della Irisbus per incontrare i lavoratori anche in questo delicato momento di lotta”.
Redazione Irpinia
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