Interrotto il “Grande Spettacolo dell’Acqua”: emergenza siccità

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Nella mattinata di oggi, sulle rive del lago di San Pietro, si è tenuta una conferenza stampa organizzata da “La Fondazione Insieme per…”. La conferenza stampa è stata convocata per meglio chiarire la propria posizione a seguito del comunicato emesso nella serata precedente per replicare alle accuse al vetriolo giunte nei giorni scorsi dall’assessore regionale pugliese alle Infrastrutture e alla Protezione Civile, Fabiano Amati. Padre Angelo Palumbo, presidente e anima della fondazione, ha confermato la posizione del suo movimento, già espressa in un comunicato diramato venerdì 17. Una posizione basata sui valori che hanno ispirato la nascita dello stesso e che ne guidano l’operato: la solidarietà. “Si è presentata – ha affermato – una emergenza idrica in Puglia di eccezionale gravità, e per questa ragione abbiamo ricevuto richieste pressanti perché terminassimo in anticipo le repliche del Grande Spettacolo dell’Acqua. Ciò al fine di aprire la Diga di Osento e consentire l’afflusso delle acque nella zone del cerignolano, l’area maggiormente colpita da questa prolungata siccità. Se la nostra solidarietà ci porta ad aiutare chi è lontano, a maggior ragione ci stringiamo con atti concreti a chi ci è vicino e al nostro territorio”. Una posizione, come detto, improntata ai valori fondanti della fondazione: solidarietà e carità cristiana. “Se stoppare le repliche del Grande Spettacolo è veramente necessario per poter distribuire acqua a chi non ne ha, tutto il resto diventa secondario, anche se noi non sprechiamo un litro d’acqua”. Padre Angelo non nasconde il suo rammarico per la fine anticipata della manifestazione: “Ho due tipi di rammarico. Il primo è per i quindici/diciottomila spettatori che non potranno assistere allo spettacolo. I visitatori, finora, hanno potuto vedere e toccare con mano la bellezza, l’armonia e tutto quanto lo spettacolo comporti interiormente. Il secondo rammarico, invece, è relativo ai mancati introiti, che significano obbligo di ridimensionare i progetti che avevamo immaginato di portare a termine in paesi dove già siamo attivi da tempo e dove non potete immaginare quali siano le condizioni di lavoro”. Tuttavia, Padre Angelo non nasconde la propria speranza, ingrediente fondamentale e allo stesso tempo insito nel dono della fede: “Se qualcuno ci ha chiuso una strada, ci sarà qualcun altro che ce ne aprirà altre”. In questo momento di difficoltà per il suo movimento, il presidente ha voluto concludererivolgendo, a nome della fondazione, un ringraziamento a tutti “coloro che, in maniera del tutto volontaristica, ci hanno aiutato nell’organizzazione e nella gestione di un evento imponente come ‘Il Grande Spettacolo dell’Acqua’”. Accanto alla voce della fondazione, la voce politica e istituzionale, rappresentata dal sindaco di Monteverde, Franco Ricciardi. Il primo cittadino del piccolo paese altirpino si è detto “molto amareggiato per tutto quello che è successo: respingiamo al mittente le accuse, mosse contro la nostra piccola e ospitale comunità e in generale contro l’Alta Irpinia, di minacce e finanche di sciacallaggio. Questa zona si è sempre distinta – ha voluto sottolineare Ricciardi – per ospitalità e per gentilezza nei confronti di chi, negli anni, ci ha reso l’onore di una visita”. Contemporaneamente, però, il primo cittadino si è allineato alla posizione di Padre Angelo Palumbo, esprimendo “solidarietà alla Puglia gravata da questa intensa siccità”. Un distinguo, però, Ricciardi lo ha fatto: “Sono cinquant’anni che la Puglia raccoglie acqua dai nostri invasi (Conza della Campania e Monteverde) senza nulla darci in cambio. Saremo però solidali anche in questo momento, perché questo è il nostro spirito. Il tutto, nonostante una data (il 20 agosto) concordata nel tavolo tecnico dello scorso 11 luglio”. “Non ci opporremo a niente – ha concluso il sindaco –. Anzi come ha detto Padre Angelo, pregheremo perché, oltre all’acqua del nostro lago, sulla Puglia possa anche piovere acqua dal cielo”. In maniera più diretta ed esplicita si è espresso sull’argomento il vicesindaco Tonino Vella, il quale ha innanzitutto ricordato “la presenza in questo territorio, da sette anni, di un attrattore turistico che ha saputo mettere in moto un processo sociale ed economico che mai era stato conosciuto”. Vella ha in seguito affondato, affermando che “questa situazione dovrebbe essere conosciuta anche dall’assessore Amati, che farebbe bene ad informarsi prima di scrivere inesattezze da dare in pasto ai giornali”. “Se fosse venuto qui, a vedere lo spettacolo, si sarebbe reso conto di ciò che ruota attorno ad esso. Ma può farlo ancora: ci stringeremmo la mano e tutto potrebbe rientrare”, è stata la chiosa, un po’ più pacifica, del vice sindaco Vella.

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