
Sant’Angelo dei Lombardi – Si terrà sabato 27 settembre presso l’aula convegni del Polo Specialistico Riabilitativo dell’Ospedale G. Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi, una giornata di studio sulle instabilizzazioni cliniche improvvise. Il corso sarà curato dalla società Simulearn di Bologna, azienda leader nella didattica formativa per gli operatori sanitari, in collaborazione con la Guidotti. Nell’ambito della giornata di studio, ci sarà la presentazione di un video che mediante analisi degli errori di contesto, declinerà la metodologia di governo dell’emergenza-urgenza. Successivamente saranno eseguite esercitazioni a piccoli gruppi con i medici di base per la gestione di casi clinici di role playing in macrosimulazione riguardanti le crisi ipertensive, lo scompenso cardiaco acuto e cronico con complicanze, la disfunzione ventricolare sx secondaria a cardiopatia ischemica, le complicanze dello scompenso cardiaco cronico nei soggetti anziani. La giornata sarà conclusa con il debriefing sul lavoro pratico svolto. “L’obiettivo- come ha affermato il direttore del Polo specialistico altirpino, dr. Salvatore Provenza – è quello di favorire una forte integrazione tra il polo, il distretto ASL e la medicina di base per condividere in forma unitaria, coerente ed omogenea la risposta sanitaria ai bisogni emergenti garantendo la continuità assistenziale.” Il corso di sabato, è parte integrante di un piano formativo degli operatori sanitari, finalizzato mediante l’integrazione di momenti teorici con fasi di simulazione pratica dell’evento clinico e dei diversi scenari, a trasferire all’operatore la capacità critica di governo del bisogno sanitario improvviso. “Il medico di medicina generale, è tradizionalmente deputato alla gestione del paziente cronico. – ha spiegato il direttore medico e primario dell’unità di riabilitazione cardiorespiratoria, Soccorso Capomolla – Tuttavia, il suo ruolo, può essere a volte decisivo anche di fronte a situazioni acute di fronte alle quali deve essere pronto a effettuare manovre e terapie in maniera corretta e tempestiva, attivare un triage adeguato finalizzato a definire la priorità degli interventi e quale sia l’iter più corretto da avviare. Finora a fronte delle numerose iniziative finalizzate a creare un consenso e realizzare una cultura comune sui target da raggiungere nella cura del paziente cronico, poche iniziative di formazione hanno cercato di implementare la capacità del medico di intervenire su situazioni acute o subacute creando spesso una sensazione di timore o di impotenza del medico di fronte all’emergenza. La gestione di un problema acuto e spesso inatteso può essere oggetto di formazione efficace solo se si utilizzano metodologie di formazione diverse rispetto a quelle frontali tradizionali. Il corso, si avvale di una metodologia didattica estremamente innovativa basata sulla ricostruzione fedele dell’ambiente in cui si verifica l’evento e sulla riproduzione di sintomi e segni obiettivi da parte di un manichino-simulatore dal quale è possibile raccogliere una serie di dati clinici, effettuare manovre o somministrare terapie. In base alle decisioni prese il manichino-simulatore può elaborare risposte differenti che sono governate dalla cabina di regia secondo scenari predefiniti o anche modificati all’istante. Partendo da tipologie di pazienti che il medico di base incontra quotidianamente nella sua pratica clinica: il paziente iperteso, il paziente diabetico, il paziente post-infartuato e il paziente anziano con scompenso cardiaco cronico il partecipante si cimenterà con le modalità con cui effettuare la stratificazione del rischio e la messa a punto terapeutica, con le misure da mettere in atto per evitare le complicanze più frequenti e prevedibili, inoltre si troverà ad affrontare “sul campo” tali complicanze, nel caso si manifestino improvvisamente, e nella necessità di prendere decisioni urgenti. I comportamenti dei medici di base coinvolti – ha concluso Capomolla – saranno oggetto di analisi e discussione collegiale da parte dei partecipanti e degli esperti, il comportamento adottato sia nella fase preventiva che di fronte all’urgenza sarà confrontato con quello raccomandato dalle principali linee guida internazionali e in particolare si cercherà di elaborare insieme alcuni algoritmi di comportamento che possano essere successivamente utilizzati nella pratica clinica quotidiana”.