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Inquinamento del torrente Barra: assolto l’ex sindaco De Feo e altri cinque imputati

SAN MICHELE DI SERINO- A distanza di dieci anni dalle indagini e dal sequestro nato dalle denunce di Legambiente per la moria di pesci nel torrente Barra, arriva la sentenza di primo grado per i sei imputati. Quella letta al termine dell’ arringa in aula dell’avvocato Andrea Castaldo dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino Gianpiero Scarlato. Arriva l’ assoluzione dall’ accusa di Inquinamento ambientale, (prescrizione per le accuse di danneggiamento, getto di cose pericolose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali, uccisione o danneggiamento di animali, scarichi di acque reflue industriali illecito senza autorizzazione, reati contro il paesaggio) per Gaetano De Feo, all’epoca dei fatti Sindaco del Comune di Serino, Grimaldi Gaspare Antonio, nella qualità di responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Serino, Moscariello Alfonso, nella qualità di responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Serino, Amalfi Rosario, nella qualità di legale rappresentante della società Impec Costruzioni S.p.a., Casertano Francesco nella qualità di legale rappresentante della Cogei S.r.l. e Marra Angelo, nella qualità di legale rappresentante della società Ecobuilding S.r.l.

Prescrizione per il capo di accusa di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Assoluzione anche per il reato di frode nelle pubbliche forniture contestato alle società. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Andrea Castaldo, Alberico Villani, Nello Pizza, Pasquale Coppola. La parte civile , Legambiente Campania Onlus è rappresentata dall’avvocato Alberico Galluccio.

LE ACCUSE
Dalle indagini dei Carabinieri sarebbe emersa la circostanza che a vario titolo i sei imputati non provvedendo all’adeguata gestione dell’impianto di depurazione comunale di Serino, alla località Pescarole, in assenza di autorizzazione, avrebbero determinato lo scarico di acque reflue fognarie nel torrente Barra, violando i parametri previsti dalla tabella 3 dell’allegato 5 parte II del decreto legislativo 152/2006 con riferimento alle seguenti sostanze: azoto ammoniacale, azoto nitrico, azoto nitroso, solidi sospesi totali, tensioattivi totali, Cod, Bod5, ed Escherichia Coli, in tal modo danneggiavano gravemente le acque del torrente Barra dal punto di vista chimico e biologico, immettendo le sostante contaminanti che oltre ad offendere ed imbrattare e molestare le persone avrebbero alterato le acque del torrente nonché del laghetto artificiale Madonna delle Grazie, sottoposti a speciale protezione dell’Autorità e avrebbero determinato una compromissione e un deterioramento significativo delle acque e di un ecosistema. Con l’aggravante di aver commesso il fatto in area protetta. Per le società era stata anche contestata la frode nelle pubbliche forniture, in particolare per la mancata verifica dei parametri oli e grassi e metalli pesanti sulle acque in ingresso e in uscita in relazione ai parametri Bod, Cod, SST, Azoto ammoniacale, Azoto Nitroso, Azoto Nitrico, Fosforo totale ed Escherichia Coli: sui fanghi attivi non risultano essere stati mai verificati i parametri SST e SSv previsti con frequenza mensile; sulla sedimentazione secondaria non risultano essere mai stati verificati i parametri SST 105°”. Si attende ora di comprendere le motivazioni della sentenza.

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