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Industrie e lavoro, l’Irpinia si interroga

Avellino – Stop al precariato. Stop ad un’Irpinia alle prese con la flessibilità sempre più regola e sempre meno eccezione. Avanti invece sul fronte dell’occupazione e sviluppo ad oggi quasi chimera. E’ nella sala del Samantha della Porta che lavoratori in bilico raccontano la propria storia, si confrontano con politici e sindacalisti mettendo a nudo le difficoltà di una speranza oggi infranta: l’occupazione per la vita. Al tavolo ieri del Samantha della Porta il sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo economico Alfonso Gianni (Prc), l’esponente della Fiom Cgil Luciano Vecchia, il senatore Angelo Flammia e ancora Giuseppe Carillo, Gennaro Imbriano, Generoso Bruno, Michelangelo Sullo. In sala: Peppino Di Iorio, Angelina Spinelli, Roberto Montefusco, Michele Caso, Ruggiero Cutillo etc. etc. Un confronto voluto da Rifondazione Comunista per fare il punto sulla situazione delle imprese irpine, per dire: “modifichiamo la legge 30, la legge Bossi-Fini e la riforma Moratti”. Un dibattito preceduto da un vertice blindato a cui ha preso parte il sottosegretario Alfonso Gianni, il sindaco di Lacedonia Rizzi, amministratori ed esponenti sindacali. “Abbiamo valutato lo stato dell’arte dei capannoni presenti nell’area del Calaggio – ha dichiarato l’on. Gianni – e ci siamo impegnati affinchè servano per la produzione e non ad accogliere rifiuti. Le potenzialità ci sono, è necessario puntare ad una nuova idea di politica industriale: la filiera”. Insomma nuove regole per un mercato del lavoro che dia maggiori prospettive future. Un tema che sarà protagonista indiscusso della manifestazione romana del 4 novembre prossimo.

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