Industria – Oltre 2mila aziende chiudono. In Irpinia è crisi

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Oltre 2mila aziende sono state costrette a chiudere i battenti in Campania dall’inizio dell’anno. Il dato allarmante emerge da uno studio effettuato dagli esperti di Movimprese, realizzato in collaborazione con Infocamere per Unioncamere. Sono a rischio i nuovi investimenti sia in termini di innovazione che nel settore della crescita. Le cause del fallimento delle aziende campane sono una miscela esplosiva di tre fattori: mancanza di commesse, personale in esubero ed esposizione finanziaria. Il quadro generale è preoccupante se si pensa che le procedure fallimentari e le chiusure dirette delle imprese vessate dalle difficoltà finanziarie aumenteranno anche nel prossimo trimestre aprile-giugno. Addirittura, con riferimento ai dati del primo trimestre 2009, Movimprese parla della Campania come di un “caso limite”. Tra gennaio e marzo in Italia il bilancio aziendale tra nascite e mortalità ha registrato un -30.706 unità, che in Campania si traduce in un -2.075 aziende: è la caduta più evidente negli ultimi dieci anni. A Napoli la situazione è drammatica e si è registrata la chiusura di 614 piccole e medi imprese: si tratta di un calo dello 0,23%, che in termini percentuale è però superata da altre province come Benevento (-1.08%) e Avellino (-0.54), entrambe sopra la media nazionale (0.50%). In difficoltà soprattutto gli artigiani, le cui aziende in Campania calano di 900 unità con un -1.16%.

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