Indagine “Bei Park Hotel”: revocati i domiciliari ai commercialisti avellinesi Galietta e Guerriero

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Indagine “Bei Park Hotel”, revocati gli arresti domiciliari ai due professionisti incesurati avellinesi che erano rimasti coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Benevento. Il risultato per i commercialisti Antonio Galietta, 50enne di Mercogliano, e Ciro Guerriero, 39enne di Avellino – dalle indagini starebbe emergendo, secondo indiscrezioni, la loro estraneità ai fatti che gli vengono contestati – è stato raggiunto dai legali che li difendono, ovvero gli avvocati Simona Barbone e Paola Forcione.

Entrambi sono accusati di associazione per delinquere, intestazione fittizia dei beni, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’indebita compensazione.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Assunta Tillo e condotta dagli uomini della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, risale alla fine di luglio del 2020.

Il tutto era partito dall’acquisto di un bene, il “Bei Park Hotel”, all’asta immobiliare. La struttura apparteneva ad una società dichiarata fallita. Per qualche anno, era stata fittata dalla curatela ed utilizzata grazie ai permessi della Prefettura di Benevento per l’accoglienza dei migranti.

Si tratta, in pratica, dell’indagine su Nicola Panella, 58 anni, di Montesarchio, e le operazioni attraverso le quali, sostengono gli inquirenti, si sarebbe spogliato di beni immobili e quote societarie, per evitare il rischio di misure patrimoniali nei suoi confronti.

Dopo cinque mesi trascorsi agli arresti domiciliari, dunque, Galietta e Guerriero tornano in libertà. Gli irpini sono due delle 19 persone di cui il sostituto procuratore Assunta Tillo ha chiesto il rinvio a giudizio. Il prossimo 3 giugno termineranno le discussioni delle difese ed arriverà la decisione del giudice.