
L’Udc avellinese si incontra in serata anche se non ci sono il deputato Francesco Pionati e il collega Domenico Zinzi rimasti a Roma presso la sede nazionale del partito per una riunione dell’ultima ora. La riunioine dell’Unione di Centro tra i quadri e sostenitori della prima ora è stato il momento di guardarsi effettivamente in faccia e capire con cognizioni di causa quali azioni intraprendere per il futuro. L’imminente avvicinarsi della competizione politica amministrativa in Irpinia allerta e non poco i quadri dirigenziali. E nel ventre di una saletta, hanno preso la parola un po’ tutti per analizzare il momento che il partito vive in provincia di Avellino. Spunti interessanti senza filtri: non c’erano gli Stati Generali, e l’incontro alla fine è stato particolarmente vibrante. Ad aprire i lavori Antonio De Vita che ha messo in risalto “la vivacità del partito fatto di persone che hanno a cuore i problemi della gente, capace di pensare. L’Udc ha voglia di fare politica in modo diverso, vogliamo rappresentare idee diverse e dobbiamo riconoscere che c’è un centrodestra e un centrosinistra. E per tale motivo dobbiamo necessariamente guardare a chi si è sempre opposto al centrosinistra che ha soltanto dato un messaggio ai giovani distorto: che la politica serve solo per avere un posto di lavoro. Bisogna confrontarsi sulle idee, dobbiamo crescere e raschiare il centro perché lì c’è consenso. La costituente di centro in Irpinia riveste significati diversi, non nascondo che De Mita è un uomo di valore, di spessore, ricordo che è stato costretto a venire da noi e nel tempo stesso abbiamo sempre contestato il suo metodo. Non facciamo l’analisi del sangue, ma bisogna capire che vuole fare, senza dare la possibilità ai furbi di una ciambella. La fusione deve avvenire nel rispetto dei ruoli e delle parti senza affrettarsi, perché altrimenti commettiamo l’errore del Partito Democratico che si è unito tra popolari e Ds”. Ma l’intervento che anima maggiormente la platea è quello di Enzo Filomena. All’inizio precisa che bisogna creare discontinuità con il passato, e senza peli sulla lingua dice né con Pd né con De Mita. “Non possiamo sostenere chi è il maggiore responsabile del degrado politico, questi signori devono prima cambiare la classe dirigente e poi eventualmente si può aprire il dialogo. Le scelte devono essere partecipate e nel partito vanno ratificate, non giungere dal padre padrone di turno”. Poi Filomena passa al progetto costituente di centro. “Progetto ambizioso tutto da costruire nel medio lungo termine”. E passa all’attacco di Casini. “Può fare a proprio nome quello che vuole, ma non pensare di essere unico padrone, sottraendosi al confronto democratico. Un comportamento putiniano non è tollerato, prendere a calci metaforicamente i dirigenti che lavorano costantemente sul territorio. Sono convinto che l’Udc deve mantenere la propria autonomia evitare la sindrome elettorale che pur di conquistare il potere si fanno cattive scelte solo per qualche voto in più”. La platea si infiamma, in molti concordano, frasi che apriranno un dibattito interno allo scudocrociato, senza esclusioni di colpi. Ciro Aquino, rappresentante giovanile in seno al partito di centro, ci tiene a ribadire che “il vero Udc è tra queste quattro mura, capace di poter cambiare definitivamente il modo di fare politica. Apprezzo il coraggio avuto da Sinistra Democratica che ha lasciato il tavolo di trattativa con il centrosinistra, giustamente bisogna tirare prima le somme sul passato, cosa che il Partito Democratico non accetta perché unico responsabile delle scelte in Irpinia, compreso quella della discarica sul Formicoso”. E pone una domanda a Franco Vittoria, segretario provinciale Pd “perché non spiega cosa intende per alleanza riformista?”. (di Nicola Manzione)