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E non si danno pace il padre, Giuseppe, maresciallo dell’Aeronautica in pensione, e la mamma Cosimina. Loro hanno assistito impotenti a quella terribile sequenza di morte, un incubo materializzatosi nel volgere di pochi istanti. Quell’autotrasportatore lo hanno solamente intravisto, con la coda degli occhi. E’ stato un flash, poi l’urgenza di soccorrere il figlio, tramortito sull’asfalto. Il padre Giuseppe, a dieci giorni da quella tragedia, non si arrende. Invoca aiuto e tramite You Tube e Facebook. Lancia la sua personale battaglia per identificare l’autotrasportatore pirata: un video di un minuto e undici secondi in cui Giuseppe Miceli ha miscelato immagini del figlio scomparso con alcuni messaggi scritti. L’appello è nero su bianco: “Aiutatemi”. E poi, ancora: “Sono il padre di Cristian, un ragazzo di 29 anni che giovedì 22 ottobre 2009 ha perso la vita intorno alle 12,20 al chilometro 32 dell’autostrada A16 direzione est, a pochi chilometri dall’uscita Avellino ovest. E’ stato travolto ed ucciso da un tir davanti ai miei occhi. Il tir ha la cabina con dei particolari gialli ed un telone blu. Potete inviarmi eventuali segnalazioni su Facebook o tramite messaggio privato”. Il video si conclude con un sincero “Grazie a tutti”. Le indagini per risalire all’autista pirata comunque vanno avanti.
La polizia stradale di Avellino è sempre sulle tracce dell’autotrasportatore pirata e potrebbe risultare decisiva la visione dei nastri delle telecamere posizionate alle uscite autostradali della Napoli-Bari. Da lì – si spera – potrebbe spuntare il nome e il volto del camionista che rischia di essere indagato oltre che per omissione di soccorso anche per omicidio colposo.