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Inchiesta rifiuti, An: “Regione si costituisca parte civile”

Napoli – “Proporremo al Consiglio regionale di deliberare affinché la Regione si costituisca parte civile nel procedimento relativo alla gestione dell’emergenza rifiuti che vede rinviato a giudizio anche il Presidente della Regione Antonio Bassolino”. Nel corso di una conferenza stampa, il Gruppo Regionale di An ha ribadito come “l’inchiesta della magistratura sulla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania dia ragione su tutta la linea alle ripetute denunce avanzate da Alleanza Nazionale sugli sprechi e sui fallimenti che hanno caratterizzato la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania”. All’incontro hanno preso parte il Capogruppo regionale di An, Francesco D’Ercole, e i Consiglieri regionali, Salvatore Ronghi, Vicepresidente dell’Assemblea regionale campana, e Pietro Diodato. “Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, la Regione ha subito danni enormi sul piano ambientale ed economico – ha sottolineato D’Ercole – per questa ragione la stessa Procura ha chiesto la nomina di un curatore speciale della Regione Campania per far sì che questa si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario. Ciò è quanto sostiene anche il nostro partito soprattutto in vista del 1° gennaio prossimo quando, ripristinati i poteri ordinari, Bassolino si troverebbe nella duplice veste di principale gestore del ciclo dei rifiuti e di imputato nel relativo procedimento giudiziario”. “Al di là del dato giudiziario, resta la questione politica del fallimento e del disastro provocato nella gestione dell’emergenza rifiuti – ha detto Ronghi – per questo motivo il Presidente Bassolino deve dimettersi risarcendo i cittadini della Campania sul piano innanzitutto politico”. Per Ronghi “questa inchiesta è solo l’inizio perché, oltre al caso Fibe, è destinato ad esplodere anche il caso consorzi di bacino, un altro filone di sprechi che vede un aggravio di personale di circa tredicimila unità. Inoltre – ha proseguito Ronghi – dal 1° gennaio 2008, nonostante si sostenga il contrario, la Regione Campania non rientrerà nella gestione ordinaria dei rifiuti perché il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, affidando la redazione del Piano dei rifiuti al Commissario straordinario per l’emergenza, ha di fatto commissariato la Regione per altri tre anni. In tal senso – ha concluso Ronghi – occorre definire con chiarezza il ruolo che la Regione dovrà avere nella definizione del Piano regionale rifiuti che si comincerà a discutere oggi in Commissione Ambiente, perchè si rischia di rendere il ruolo della Regione del tutto marginale rispetto alle decisioni del Commissariato”. Dello stesso avviso, il Consigliere regionale Diodato, secondo il quale “va fatta chiarezza sulle affermazioni rese dalla delegata del Commissario in Commissione la scorsa settimana circa la nomina di consulenti della Regione per la definizione del Piano rifiuti che spetterebbe al Commissariato di Governo. Vogliamo chiarezza sulla identità di tali consulenti e sul reale ruolo che la Commissione Ambiente sarà chiamata a svolgere nella redazione del Piano rifiuti perché si profila il concreto rischio di reiterazione del reato in quanto, con il ripristino dei poteri ordinari, gli stessi soggetti già coinvolti nella inchiesta sui rifiuti continuerebbero a gestire la materia”. Tornando alle responsabilità del Presidente della Regione Bassolino nella sua qualità di commissario per l’emergenza rifiuti, Diodato ha ribadito che “certamente Bassolino non può fingere che nulla sia accaduto: sette capi di imputazione, infatti, non sono uno scherzo soprattutto quando riguardano un settore in cui sprechi e fallimenti si riverberano sulla salute e sulle condizioni di vita dei cittadini”.

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