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Secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbero oltre 980 mila le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti da aziende private nei siti del Vallo di Diano, Cilento e al confine tra Avellino e Benevento (tra Chianche e Petruro); in provincia di Salerno sarebbero state sversate anche le sabbie provenienti dal depuratore di Napoli-Cuma, riscontrando anche l’abbandono di materiali di vecchi impianti di depurazione mai smaltiti. Vicende per le quali si profila però una prescrizione.
I reati, secondo l’accusa, sono stati commessi tra il gennaio del 2006 e il luglio del 2007. Il processo in primo grado avrà inizio il prossimo 9 aprile presso la terza sezione del Tribunale di Salerno. Il giudice Zarone ha ammesso le costituzioni di parte civile e ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa, per una verifica di sussistenza del reato ambientale di inquinamento da rifiuti pericolosi; rigettata anche l’eccezione di competenza territoriale avanzata dai difensori degli imputati.