
La Coldiretti di Avellino sulla base dell’emergenza incendi che ha investito anche l’Irpinia, come molte altre zone del paese, sollecita verifiche e controlli per accertare i danni alle imprese agricole e agli agriturismi. Di fronte ad una situazione drammatica che coinvolge decine e decine di ettari la federazione irpina chiede un provvedimento ad hoc che consenta di intervenire finanziariamente a sostegno delle aziende agricole, anche per scongiurare il rischio di un ulteriore abbandono delle aree interne. “Gli incendi – sostiene la Coldiretti – hanno provocato danni incalcolabili dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono autentici polmoni verdi e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici”. Gravi anche i danni diretti registrati alle coltivazioni agricole e conseguentemente alle produzioni doc. Nei boschi andati a fuoco saranno impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna e dei piccoli frutti. Per la Coldiretti occorre cogliere le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale” anche attraverso l’utilizzo di mezzi meccanici agricoli. “Sono ancora troppo pochi – afferma il direttore Giuseppe Licursi – i comuni che nell’opera di prevenzione dagli incendi coinvolgono gli imprenditori agricoli che potrebbero, all’occorrenza, trasformarsi in vere e proprie squadre antincendio mettendo a disposizione delle amministrazioni pubbliche, nella lotta contro il fuoco, i mezzi, le attrezzature e le professionalità, utilizzate per i normali lavori agricoli”. Ma per l’associazione di categoria serve soprattutto un’azione di prevenzione dagli incendi per salvaguardare il patrimonio verde messo a rischio dai pericolosi effetti dell’abbandono delle aree interne e più deboli del paese. “Per questo – conclude Licursi – serve un accordo con le pubbliche amministrazioni che fissi, sulla base della legge di orientamento, le regole per l’incentivazione e lo sviluppo dell’attività di presidio del territorio e dell’ambiente, specialmente nelle aree a rischio per incendi, frane ed alluvioni”.