«In ritardo per le dinamiche congressuali del Pd, ma il perimetro è già delineato ed è quello del campo largo». In estrema sintesi sono queste le parole dell’ex consigliere regionale Vincenzo Ciampi e dell’ex consigliere comunale Antonio Aquino, entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle.
I pentastellati si sono ritrovati in mattinata ad Avellino Scalo per un incontro informativo sulle ragioni del No al Referendum del 22 e 23 marzo. Oltre all’appuntamento referendario, però, incombe il voto amministrativo in città: data già prefissata e presentazione delle liste entro due mesi. L’obiettivo è dare un’accelerata al tavolo della coalizione.
Sul candidato sindaco, Ciampi frena: «È prematuro parlare di nomi. Aspettiamo il tavolo di coalizione. A mio avviso, il candidato apicale deve essere una figura in grado di vincere al ballottaggio, l’obiettivo è questo. Va individuato un candidato sindaco che personalmente preferirei fuori dagli apparati partitici e quindi con una forte connotazione civica, capace di raccogliere consenso trasversale in città», anche perché, ricorda, «l’obiettivo non è arrivare al ballottaggio, ma vincerlo e quindi governare Avellino».
Sulla stessa linea Antonio Aquino: «Non direi che siamo in alto mare, perché siamo in un momento di riorganizzazione interna ai partiti che compongono la coalizione. Vanno rispettate le dinamiche interne ai partiti, è un momento di strutturazione. Noi come M5S stiamo preparando un programma da portare al tavolo di coalizione e da discutere insieme alle altre forze. I tempi sono stringenti perché tra due mesi vanno presentate le liste, ma c’è spazio per accelerare i processi interni ai partiti. Occorre avviare interlocuzioni mirate per costruire un programma strutturato e, immediatamente dopo, individuare un candidato sindaco che possa guidare la coalizione e raggiungere gli obiettivi del progetto in tempi concreti. È vero che i tempi stringono, ma c’è la possibilità di sedersi al tavolo anche nel breve. L’assemblea di Sinistra Italiana e Controvento è stata un modo per far partire il tavolo in maniera immediata. Io sono favorevole all’accelerazione dei tempi, ma anche al rispetto delle dinamiche interne dei partiti. Questa partita è importante e potrebbe determinare un cambiamento tanto invocato dalla città, quindi c’è anche il dovere di ragionare bene sulla struttura migliore e sul miglior programma da sottoporre al tavolo di coalizione, in modo da generare una compagine politica degna di governare Avellino».
Queste le sue parole: «Visitare quest’associazione mi ha mostrato quanto ci sia voglia di partecipare e di attivarsi come cittadini anche alla scrittura del programma. Quindi campo largo per contrastare una destra che ormai nel Paese ha rappresentato plasticamente quale idea di futuro ha. Oggi parleremo del referendum e spiegheremo come questa destra stia scardinando gli ultimi pilastri della Costituzione: dopo aver marginalizzato il ruolo del Parlamento, ora vuole assoggettare la giustizia alla politica».
A chi le chiede se sarà campo largo anche a Salerno con Vincenzo De Luca, Castellone risponde: «L’idea è sempre quella di costruire prima un progetto. Prima ancora di parlare di persone, si definisce il programma e il progetto che risponde alle esigenze dei cittadini, poi si individuano le persone giuste per rappresentarlo. L’auspicio è lavorare insieme in tutti i territori e con i cittadini per trovare sintesi e valori condivisi. Al momento la discussione su De Luca è principalmente interna al Pd, è un percorso che va fatto prima all’interno del Pd e poi nel campo largo», conclude la senatrice pentastellata.
