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In Consiglio: Mancino contro le “scorribande dell’opposizione”

Avellino – Approdano in aula le osservazioni. Se il Puc è stato l’indiscusso protagonista dell’aula consiliare durante le sedute della scorsa settimana, oggi le osservazioni la fanno da padrona. Ma “…occorre ridurre al minimo la discussione. Per questo propongo di raggruppare la trattativa delle osservazioni per argomenti”. Senza mezzi termini il senatore Nicola Mancino prende atto dell’effettiva mancanza di tempo e ambisce alla discussione sul vero fulcro della questione. Ma non senza le dovute precisazioni. Soprattutto in merito alla ‘seconda convocazione’. “Dico alla maggioranza, se non utilizzate lo strumento della seconda convocazione sarete sempre vittime delle ‘scorribande’ dell’opposizione. Stare in aula, soprattutto in un momento del genere, è un dovere e il mio ‘abbandono’ di ieri (due giorni, ndr) era dovuto alla mancanza del numero legale. A mio avviso, inoltre, la seconda convocazione dovrebbe essere la regola”. Una affermazione conclusiva che incide in maniera determinante sugli umori dell’aula consiliare di Palazzo di Città. Tra ‘presenze’ e ‘seconda convocazione’ si scaldano i toni dei membri della minoranza, a partire da De Fazio che evidenzia come l’opposizione “…ha sempre mostrato, attraverso la presenza in aula, la massima collaborazione. Se oggi incontriamo degli ostacoli a livello temporale è perché è stata la maggioranza a crearli. Non potete dunque chiedere a noi ciò che voi stessi non avete saputo fare”. Più diretto Giovanni D’Ercole che si rivolge in via immediata al senatore Mancino, confutando le affermazioni conclusive del suo intervento: “Mi meraviglia come un ex presidente del Senato dica che la seconda convocazione debba essere una regola. Questo va contro tutti i principi cardine della democrazia. Noi abbiamo mostrato la massima collaborazione non facendo mai venir meno il numero legale. Non si può dire lo stesso della maggioranza che ha portato sia quest’aula che la Commissione Urbanistica ad un tour de force che avrebbe potuto essere evitato”. Antonio Gengaro punta l’indice, invece, sulla procedura relativa all’analisi delle osservazioni in Consiglio. “In via di principio si potrebbe convenire con il senatore Mancino ma in pratica sarebbe più opportuno sposare la linea procedurale già adottata dalla Commissione. Cambiare ora non avrebbe senso”. Alla base di tutto, però, un principio inconfutabile: la trasparenza. “Questo atteggiamento è frutto della minoranza e solo di qualche gruppo di maggioranza che ne ha acquistato coscienza alla fine”. Poi il monito: “Si agisca con correttezza altrimenti questo Puc ve lo facciamo approvare tra un mese!”. Nel pomeriggio la discussione continua con l’assessore Antonello Rotondi che illustra ancora una volta il Piano Cagnardi. Poi Antonio Gengaro, il senatore Nicola Mancino, Nicola Giordano, Giovanni D’Ercole, Antonio De Fazio, etc. etc.
Intanto in aula la presentazione del documento redatto dalla maggioranza e controfirmato dai capogruppo Enza Ambrosone, Sergio Barbaro, Pino De Lorenzo (sottolinea come “…la posizione non sia schiacciata sulla Margherita e sui Ds. È maturata dopo una riflessione all’interno del gruppo consiliare e del partito”), Mattia Trofa che inizialmente non aveva apposto la sua firma non trovandosi d’accordo “sul criterio individuato da Cagnardi in merito alla lottizzazione troppo restrittivo rispetto a quello che la legge prevede”, pur esprimendo un giudizio positivo sull’intero documento. Alla fine viene votato ed approvato. Diversa la sorte invece per quello dell’opposizione.

IL DOCUMENTO DELLA MAGGIORANZA: ECCO I PUNTI
“Come dimostra il dibattito che si è aperto in Consiglio, amplificato dai resoconti comparsi sugli organi di stampa, la questione del Puc è ormai in una delicatissima fase conclusiva. La maggioranza di centrosinistra al comune di Avellino, dopo una intensa discussione, ha stabilito il proprio orientamento circa i contenuti definitivi del Puc. In questo senso va la decisione assunta di respingere osservazioni su cui la Commissione Urbanistica non ha espresso alcun parere, quali quelle relative a:

1 – LOTTO MINIMO IN ZONA AGRICOLA: in quanto l’accoglimento della proposta di lotto minimo a 5 mila metri quadrati comporterebbe il dimezzamento dei lotti edificabili e il raddoppio delle potenzialità di edificazione in zona agricola;
2 – Q9: in quanto l’ipotesi di insediare ulteriori quantità di edificato sulla collina non si uniforma pienamente con la tendenza al ridimensionamento ispiratrice del Piano. In tale ottica riteniamo opportuno rigettare le osservazioni con le quali viene richiesto l’aumento dell’indice di fabbricabilità;
3 – RESIDENZE CON GIARDINO: in quanto accoglierle a parità di S.L.P. avrebbe solamente lo scopo di modificarne la destinazione d’uso nominale, il che rende inspiegabili i reali benefici per il Puc. In realtà, invece, si correrebbe il rischio di esporre la comunità a dover sostenere costi ingenti per le necessarie urbanizzazioni e i relativi servizi;

4 – LOTTIZZAZIONI: occorre confermare, sul punto, pedissequamente il criterio adottato dal progettista per la valutazione delle osservazioni (A.11);
5 – RICLASSIFICAZIONE: in quanto il cambio di classificazione da N.I. (nuovi insediamenti, ndr) ad A.R.Q. (riqualificazione, ndr), produce un incremento dell’indice di fabbricabilità non coerente con i principi ispiratori del Piano;

6 – CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DA TERZIARIO A RESIDENZIALE: in quanto l’incremento delle quote di residenziale comporterebbe una nuova verifica di tutti gli standards urbanistici che allo stato non è possibile effettuare;
7 – RINNOVO URBANO: al fine di favorire l’adeguamento sismico degli edifici si conviene sulla opportunità di modificare l’art. 15 del N.T.A. in modo da consentire premi di cubatura superiori al 20% qualora si raggiunga una superficie di 10mila metri quadrati.
Le decisioni assunte dimostrano la volontà comune di adottare il Puc nella versione più aderente possibile a quella proposta dalla Giunta e dimostrano come la discussione di questi giorni è sempre stata tesa, da parte di tutte le forze politiche, all’individuazione di soluzioni urbanistiche più utili alla città”.

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