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Intanto in aula la presentazione del documento redatto dalla maggioranza e controfirmato dai capogruppo Enza Ambrosone, Sergio Barbaro, Pino De Lorenzo (sottolinea come “…la posizione non sia schiacciata sulla Margherita e sui Ds. È maturata dopo una riflessione all’interno del gruppo consiliare e del partito”), Mattia Trofa che inizialmente non aveva apposto la sua firma non trovandosi d’accordo “sul criterio individuato da Cagnardi in merito alla lottizzazione troppo restrittivo rispetto a quello che la legge prevede”, pur esprimendo un giudizio positivo sull’intero documento. Alla fine viene votato ed approvato. Diversa la sorte invece per quello dell’opposizione.
IL DOCUMENTO DELLA MAGGIORANZA: ECCO I PUNTI
“Come dimostra il dibattito che si è aperto in Consiglio, amplificato dai resoconti comparsi sugli organi di stampa, la questione del Puc è ormai in una delicatissima fase conclusiva. La maggioranza di centrosinistra al comune di Avellino, dopo una intensa discussione, ha stabilito il proprio orientamento circa i contenuti definitivi del Puc. In questo senso va la decisione assunta di respingere osservazioni su cui la Commissione Urbanistica non ha espresso alcun parere, quali quelle relative a:
1 – LOTTO MINIMO IN ZONA AGRICOLA: in quanto l’accoglimento della proposta di lotto minimo a 5 mila metri quadrati comporterebbe il dimezzamento dei lotti edificabili e il raddoppio delle potenzialità di edificazione in zona agricola;
2 – Q9: in quanto l’ipotesi di insediare ulteriori quantità di edificato sulla collina non si uniforma pienamente con la tendenza al ridimensionamento ispiratrice del Piano. In tale ottica riteniamo opportuno rigettare le osservazioni con le quali viene richiesto l’aumento dell’indice di fabbricabilità;
3 – RESIDENZE CON GIARDINO: in quanto accoglierle a parità di S.L.P. avrebbe solamente lo scopo di modificarne la destinazione d’uso nominale, il che rende inspiegabili i reali benefici per il Puc. In realtà, invece, si correrebbe il rischio di esporre la comunità a dover sostenere costi ingenti per le necessarie urbanizzazioni e i relativi servizi;
4 – LOTTIZZAZIONI: occorre confermare, sul punto, pedissequamente il criterio adottato dal progettista per la valutazione delle osservazioni (A.11);
5 – RICLASSIFICAZIONE: in quanto il cambio di classificazione da N.I. (nuovi insediamenti, ndr) ad A.R.Q. (riqualificazione, ndr), produce un incremento dell’indice di fabbricabilità non coerente con i principi ispiratori del Piano;
6 – CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DA TERZIARIO A RESIDENZIALE: in quanto l’incremento delle quote di residenziale comporterebbe una nuova verifica di tutti gli standards urbanistici che allo stato non è possibile effettuare;
7 – RINNOVO URBANO: al fine di favorire l’adeguamento sismico degli edifici si conviene sulla opportunità di modificare l’art. 15 del N.T.A. in modo da consentire premi di cubatura superiori al 20% qualora si raggiunga una superficie di 10mila metri quadrati.
Le decisioni assunte dimostrano la volontà comune di adottare il Puc nella versione più aderente possibile a quella proposta dalla Giunta e dimostrano come la discussione di questi giorni è sempre stata tesa, da parte di tutte le forze politiche, all’individuazione di soluzioni urbanistiche più utili alla città”.