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Il provvedimento riduce il numero delle Asl, razionalizza gli ambiti territoriali, abolisce i coordinamenti tecnico provinciali, riduce il numero dei posti letto, riorganizza la rete dell’emergenza, riorganizza e riqualifica le aziende ospedaliere, riorganizza la rete ospedaliera in ospedali di primo, secondo e terzo livello, dispone la riconversione e l’unificazione di ospedali, delega alle Asl competenze in materia di accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e socio sanitarie.
Per il Presidente della Commissione Sanità Angelo Giusto “è ora di voltare pagina in sanità, tagliando i rami secchi ed insicuri, per una sanità di qualità, che non sia tutta concentrata sugli ospedali, più adeguata al fabbisogno dei territori. Nel binario stretto della crisi e del debito sanitario, occorre muoversi tagliando e riammodernando, dove è necessario” – ha sottolineato Giusto, che ha auspicato “un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per evitare l’ennesimo commissariamento in una regione già gravata da tanti problemi e nella quale la vicenda rifiuti ha dimostrato tutta la sua drammaticità”. “La strategia del ‘tanto peggio tanto meglio’ non giova a nessuno – ha aggiunto l’esponente di Sinistra Democratica – , si deve superare il pericolo del commissariamento e andare avanti, poi ognuno di noi, e lo stesso assessore Montemarano, dovrà presentarsi davanti al tribunale della verità e della responsabilità”. Per Giusto “il disegno di legge all’esame del Consiglio, così come arricchito dal lavoro della Commissione, compie delle scelte fondamentali: la riduzione del numero delle Asl e dei distretti, il rapporto tra gli abitanti e posti letto, mettendo sullo stesso piano Napoli e le aree interne”.
“Oggi discutiamo un provvedimento che si è reso necessario a causa della incapacità e dei fallimenti del centrosinistra che hanno messo in ginocchio la sanità e l’economia campana – E’ quanto ha affermato il capo dell’opposizione in Consiglio regionale – Francesco D’Ercole – L’intervento proposto dalla Giunta è il frutto di una gestione sprecona e clientelare della sanità da parte del centrosinistra, che non ha solo provocato il fallimento della gestione ma ha messo in campo interventi, come la Soresa , peggiori del male” – ha sottolineato D’Ercole, che ha espresso la contrarietà del centrodestra al piano proposto dalla Giunta e anche alle sue modalità: “il piano di rientro dal disavanzo va approvato entro il 30 novembre, ma non anche la revisione del piano ospedaliero che riteniamo necessiti di un ulteriore approfondimento affinchè si possa modificare il piano ospedaliero in modo realmente adeguato alle esigenze sanitarie del territorio”.