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In attesa della direzione, si cerca la coabitazione?

– di Luca Guarracino – Verranno condannati gli eretici e inviati al rogo? Più no che sì: sono queste le sensazioni degli addetti ai lavori dopo la firma del documento sottoscritto da 58 parlamentari a favore di Gianfranco Fini che non ha alcuna intenzione di lasciare il Pdl. La conta del Presidente della Camera, seppur in minoranza nel partito offre all’ex presidente nazionale di An, l’opportunità di giocare la nuova partita dal “di dentro” con un dosaggio di mosse che di fatto alimentano un corridoio in cui poter inserire il dissenso interno. E nonostante Fini non è più il detentore del pacchetto di maggioranza pari al 30% di quote affidate agli ex An all’interno del Pdl, la nascita di un dissenso organizzato all’interno del partito di Berlusconi, alimenta il dibattito politico non solo a livello nazionale ma anche nei vari riflessi territoriali della piccola – grande Italia. La coesistenza di due destre nel Pdl, la “nascita” e la convivenza di opinioni diverse, gli appuntamenti con le auspicate e tanto decantate riforme, sono il leit – motiv della politica all’indomani delle regionali e della nuova agibilità politica che Fini intende attivare, sia in sede di dibattito interno che sul tema delicato della fiducia tra leader e nei rapporti con l’opinione pubblica. Tutti sono concentrati sulla direzione nazionale di domani: al “sospetto” e alla stizza di Berlusconi sulla nascita del “dissenso” finiano sulle ipotesi di una nuova legge elettorale e il capitolo delle riforme istituzionali, fa da contrappeso la cautela della Lega e del lumbard Bossi unitamente ai tanti “pompieri” che invitano alla prudenza. Più facile che si vada verso la convivenza che verso la rottura o il divorzio con implicazioni imprevedibili per la navigazione del Governo. L’affondo finiano e la pronta risposta degli ex colonnelli (Alemanno, La Russa, Gasparri e Matteoli) con il contro documento firmato da 74 parlamentari e dal sindaco di Roma, in attesa delle decisioni della Direzione, cambia le percentuali di azioni del 30% concesse in quota agli ex An. Le ripercussioni pertanto potranno essere molteplici e come accennato, con ricadute sui territori e sui vari equilibri per il presente e per il futuro nella scelta dei candidati, dei coordinatori e dei vari incarichi agli eletti o nominati che siano. Per la cronaca vale la pena leggere le firme dei parlamentari pro e anti Fini che di fatto hanno spaccato l’ex partito “tradizionale” della destra italiana. Due senatori hanno votato per entrambi i documenti, mentre un deputato non si è schierato con nessuno dei due gruppi.
Con Fini:
Eurodeputati: Enzo Rivellini – Salvatore Tatarella – Cristiana Muscardini – Roberta Angelilli – Potito Salatto.
Senatori: Pasquale Viespoli – Laura Allegrini – Mario Baldassari – Andrea Augello – Cesare Cursi – Egidio Digilio – Candido De Angelis – Giuseppe Menardi – Oreste Tofani – Maria Ida Germontani – Antonio Paravia – Giuseppe Valditara – Maurizio Sala – Franco Pontone.
Deputati Italo Bocchino – Adolfo Urso – Andrea Ronchi – Amedeo Laboccetta – Angela Napoli – Fabio Granata – Silvano Moffa – Flavia Perina – Roberto Menia – Claudio Barbaro – Agostino Ghiglia – Aldo Di Biagio – Donato Lamorte – Mirko Tremaglia – Grazia Siliquini – Luca Barbareschi – Marcello De Angelis – Enzo Raisi – Alessandro Ruben – Carmelo Briguglio – Francesco Divella – Antonio Buonfiglio – Antonino Lo Presti.
Anti Fini:
Sindaci: Gianni Alemanno.
Deputati Edmondo Cirielli – Mario Landolfi – Marcello Taglialatela – Francesco Aracri – Viviana Beccalossi – Anna Maria Bernini – Filippo Ascierto – Francesco Biava – Maurizio Bianconi – Basilio Catanoso – Giuseppina Castiello – Carlo Ciccioli – Massimo Corsaro – Manlio Contento – Giovanni Dima – Tommaso Foti – Riccardo De Corato – Paola Frassinetti – Alberto Giorgetti – Agostino Ghiglia – Giorgio Holzmann – Pietro Laffranco – Ignazio La Russa – Ugo Lisi – Gianni Mancuso – Maurizio Leo – Alfredo Mantovano – Marco Martinelli – Giorgia Meloni – Marco Marsilio – Marcello De Angelis – Eugenio Minasso – Riccardo Migliori – Bruno Murgia – Vincenzo Piso – Carmelo Porcu – Carlo Nola – Stefano Saglia – Fabio Rampelli – Barbara Saltamartini – Michele Traversa – Marco Zacchera.
Senatori – Antonio Paravia – Vincenzo Nespoli – Francesco Amoruso – Alberto Balboni – Giuseppe Valentino – Achille Totatro – Antonio Battaglia – Domenico Benedetti Valentini – Raffaele Stancanelli – Filippo Saltamartini – Michele Saccomanno – Filippo Berselli – Francesco Bevilacqua – Giorgio Bornacin – Michele Saccomanno – Luigi Ramponi – Antonino Caruso – Alessio Butti – Maurizio Castro – Cristiano De Eccher – Gennaro Colonnella – Mariano Delogu – Vincenzo Fasano – Andrea Fluttero – Egidio Digilio – Alessandra Gallone – Maurizio Gasparri – Pierfrancesco Gamba – Altero Matteoli – Domenico Gramazio – Alfredo Mantica – Franco Mugnai.

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