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“A differenza di tante altre realtà industriali che insistono nella zona, infatti, la I.M.S. resiste alla crisi di mercato e addirittura progetta incrementi di produzione e forza lavoro. Perché far scappare una delle poche fonti di produzione in Irpinia? Perché rischiare di far chiudere lo stabilimento per lasciare i capannoni abbandonati e inutilizzati? – chiede il sindacalista – I proprietari di questi capannoni, ricordo, hanno costruito i lotti con fondi pubblici, poi li hanno ceduti alla Ims che regolarmente paga un affitto mensile di 18mila euro. Preciso, inoltre, che l’imprenditore Antonio Di Bari fino ad oggi si è fatto carico anche delle spese di manutenzione straordinaria dei capannoni”.
“Abbiamo sollecitato nuovamente la Prefettura di Avellino – conclude Oliviero – affinché faccia da mediatore tra le parti in causa ed estendiamo il nostro appello anche alla politica nazionale affinché focalizzi la sua attenzione sulla vicenda: oltre cento famiglie rischiano di restare senza un futuro. Un imprenditore che seriamente stava lavorando sul territorio per un contenzioso rischia di chiudere i battenti e noi non resteremo a guardare. L’I.M.S diventerà una vertenza nazionale”.