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Imprenditori nella morsa di tre clan: Pescatore ed Evangelista agirono con metodo mafioso

AVELLINO- I “ragazzi di Avellino” più volte menzionati nella vicenda dei due imprenditori conciari finiti nella morsa di due clan era riferito al “Nuovo Clan Partenio”. E’ uno dei motivi per cui i giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno rigettato i ricorsi di Massimo Evangelista e Luigi Pescatore, entrambi finiti nel blitz di Procura Antimafia di Salerno e DIA di Salerno. Come e’ noto i magistrati che hanno coordinato le indagini della Dia di Salerno, i sostituti della Dda di Salerno Carlo Rinaldi ed Elena Guarino e il Procuratore Aggiunto Francesco Soviero hanno chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Salerno Annamaria Ferraiolo, il decreto di giudizio immediato nei confronti di tutti gli indagati raggiunti dalla misura cautelare, confermata dal Tribunale del Riesame e per alcuni anche dalla Cassazione.
I RICORSI
I due indagati avevano impugnato attraverso i propri difensori l’ ordinanza del 20 novembre 2025, con la quale a seguito di giudizio di riesame, il Tribunale di Salerno ha confermato l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno del 3 novembre 2025, con la quale è stata applicata a Luigi Pescatore e Massimo Evangelista la misura cautelare della custodia in carcere per il delitto di concorso nella estorsione ai danni di due imprenditori del montorese ,aggravata dal metodo mafioso e dal fatto di essere stata commessa da più persone riunite. Uno dei motivi che i difensori di Pescatore (gli avvocati Dario Vannetiello e Gaetano Aufiero) ed Evangelista (Gaetano Aufiero) avevano proposto nell’impugnazione riguardava la circostanza per cui i giudici di merito avrebbero erroneamente valutato il compendio indiziario desumendo la conoscenza di Luigi Pescatore della mafiosità dell’azione di Massimo Evangelista e di Diego Bocciero dalla conoscenza da parte del primo degli affari illeciti dei due , e la conclusione secondo cui il soggetto ritenuto vicino ad ambienti mafiosi, o appartenente ad un sodalizio criminoso, per recuperare un credito agisca necessariamente con metodo, non solo illecito, ma addirittura mafioso.
IL METODO MAFIOSO ESISTE
Per i giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione: “ilnl Tribunale ha individuato gli indici fattuali del metodo mafioso nella circostanza che l’attività estorsiva commessa ai danni delle persone offese era stata attuata mediante una condotta idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e intimidazione propria delle organizzazioni di tipo mafioso; costante era stato il riferimento ai «ragazzi» o «amici di Avellino», locuzione giudizialmente accertata come essere utilizzata per indicare gli affiliati del “nuovo clan Partenio”, sistematicamente richiamato, da tutti i soggetti della provincia di Avellino cui gli stessi cui si erano rivolti per ottenere nuovi prestiti. Dagli elementi indiziari era, dunque, emerso che il “nuovo clan Partenio”era indubbiamente conosciuto dalle vittime, le quali certamente erano intimidite tanto da essere costrette ad assecondare i propri estorsori, nella consapevolezza di dover fronteggiare non dei criminali comuni ma un gruppo di persone capaci dicompiere atti ritorsivi.Quanto, in particolare, a Luigi Pescatore, la circostanza che fosse il portavoce degli «avellinesi» e che agisse nell’interesse degli stessi emergeva dal fatto che egli si attivava affinché le vittime della condotta estorsiva non riferissero agli inquirenti i nomi dei principali esponenti di quel gruppo criminoso, ovvero Diego Bocciero e Massimo Evangelista; a tanto doveva aggiungersi l’ulteriore circostanza che il Pescatore tentava di contattare, invano, il ..e poi, con buon esito, il …., proprio perché era andato a riscuotere i ratei usurari degli«avellinesi»

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