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Impianto di depolimerizzazione, la Regione Campania tira dritto, Sindaci uniti contro il progetto. Franco Mari (AVS): «Faremo chiarezza e difenderemo le comunità locali»

Il progetto per l’insediamento dell’impianto di recupero di rifiuti plastici e organici mediante depolimerizzazione termica nell’area Montoro-Solofra continua il suo iter, mentre il confronto istituzionale con i territori resta ancora fermo. È questo il principale elemento emerso dal convegno “Montoro, Solofra e l’Ambiente. Conoscere per Decidere”, promosso dalla Casa della Sinistra di Montoro e svoltosi il 10 luglio presso l’Aula Salerno della Casa Comunale.

Ad aprire i lavori è stato l’ing. Alfredo Galdieri, responsabile della Casa della Sinistra di Montoro, che ha richiamato la necessità di affrontare le questioni ambientali con una visione integrata dell’area Montoro-Solofra, superando interventi frammentari e scelte prive di una programmazione complessiva. Galdieri ha evidenziato come un territorio già interessato da criticità ambientali e infrastrutturali debba avere come priorità la bonifica dei siti compromessi, il monitoraggio delle matrici ambientali, il potenziamento delle reti e una politica industriale orientata alla riqualificazione sostenibile del sistema produttivo esistente. «Prima di immaginare nuovi carichi ambientali – ha affermato – è necessario costruire una strategia condivisa che metta al centro prevenzione, trasparenza, tutela della salute e partecipazione delle comunità locali.»

Nel corso dell’incontro i sindaci di Solofra e Montoro, Nicola Moretti e Salvatore Carratù, hanno espresso una posizione pienamente condivisa, denunciando la mancanza di un reale confronto da parte della Regione Campania. Moretti ha riferito di una recente interlocuzione telefonica con l’assessore regionale all’Ambiente, dalla quale sarebbe emersa la volontà della Regione di procedere con il progetto, ritenuto tecnologicamente valido, rinviando tuttavia un incontro con i sindaci soltanto al prossimo mese di settembre.
Una scelta che, secondo entrambi i primi cittadini, rappresenta una grave mancanza di rispetto istituzionale nei confronti delle amministrazioni locali e delle comunità interessate. Carratù ha ribadito la piena condivisione della posizione del Comune di Solofra, sottolineando la necessità che le decisioni sul futuro del territorio siano assunte attraverso un confronto trasparente con gli enti locali. In tale contesto è stato richiamato anche il voto unanime del Consiglio comunale di Solofra, che ha approvato una delibera di contrarietà al progetto, quale chiara espressione della volontà istituzionale della città.
Moretti e Carratù hanno quindi annunciato la volontà di proseguire insieme, in tutte le sedi istituzionali e amministrative competenti, per contrastare il progetto. Secondo i due sindaci, il territorio necessita di interventi di bonifica, investimenti nelle infrastrutture, tutela delle risorse ambientali e una visione condivisa di sviluppo, non di nuovi insediamenti che rischiano di aggravare un quadro già fortemente compromesso.

Nel dibattito sono intervenuti anche rappresentanti di associazioni, movimenti e cittadini, che hanno evidenziato dubbi sull’iter del progetto, sull’improvvisa accelerazione del procedimento, sulla società proponente e sulle possibili ricadute ambientali dell’impianto.    È stata inoltre ribadita la necessità di investire nella cultura della sostenibilità e nella prevenzione ambientale quale principale strumento di tutela del territorio.

Tra gli interventi anche quello del dott. Franco Mazza, presidente di ISDE Avellino, che ha richiamato il quadro ambientale particolarmente delicato della provincia irpina, sottolineando come la prevenzione e la bonifica debbano rappresentare le priorità assolute di qualsiasi politica ambientale.

A concludere il convegno è stato l’on. Franco Mari, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Italiana, che ha espresso una netta critica al metodo seguito dalla Regione Campania. «I territori vanno ascoltati e i sindaci sono i primi interlocutori istituzionali da rispettare. Se la Regione è convinta della bontà del progetto, il confronto con le comunità locali dovrebbe essere il primo passo, non l’ultimo.» Il parlamentare ha quindi assunto un preciso impegno politico e istituzionale. «Insieme ai parlamentari di Sinistra Italiana faremo tutto ciò che sarà necessario, a ogni livello istituzionale, per fare piena chiarezza su questa vicenda e sostenere ogni iniziativa che i sindaci metteranno in campo per la difesa del territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente.»
Dal confronto è emersa una posizione unitaria: il futuro dell’area Montoro-Solofra deve partire dalla bonifica, dalla tutela ambientale, dalla trasparenza amministrativa e da un reale coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte che riguardano il territorio.

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