Salerno – Sono sbarcati ieri a Salerno, trasportati dalla nave Etna della Marina Militare, più di mille (1044) dei 5mila migranti giunti lo scorso fine settimana nel Canale di Sicilia. Tra questi, una settantina saranno ospitati in provincia di Avellino.
A bordo della nave oltre 400 donne, alcune delle quali in gravidanza, e tanti bambini, 38 non accompagnati, per i quali la Prefettura ha disposto l’affidamento al Comune di Salerno che già domani provvederà attraverso i servizi sociali a sistemarli in alcune case famiglia.
I primi a scendere sono stati 84 profughi affetti da scabbia. Sono stati tutti trasferiti in una struttura alberghiera di Sicignano dell’Alburni (Salerno). Nel corso dei controlli, effettuati dalle forze dell’ordine, sarebbe stato individuato anche uno scafista sul quale la Polizia sta effettuando ulteriori accertamenti. Tra i migranti sbarcati dalla nave rifornitrice ‘Etna’ sono stati individuati anche 80 marocchini per i quali scatterà il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Altri 20 connazionali sono stati accompagnati al CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione).
La maggior parte dei migranti (siriani, eritrei, somali, nigeriani, ghanesi e della Costa d’Avorio) e’ rimasta in Campania.
La macchina dell’accoglienza ha funzionato: oltre 300 gli uomini di polizia, carabinieri, capitaneria e protezione civile, coordinati dalla Prefettura, insieme ai tantissimi volontari. Il delegato regionale della Caritas, don Vincenzo Federico: “C’è stato chiesto di essere più vicini alle persone più vulnerabili: un lavoro di umanizzazione. Poi, accompagneremo anche l’iter per i permessi di soggiorno, gli inserimenti sul territorio attraverso lo sport, creando rapporti con le comunità, creando quella cosa rappresentata da una parola un po’ difficile da realizzare, e cioè l’integrazione”.
Il giorno dopo lo sbarco di 1044 migranti al porto di Salerno, il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, invita a non spegnere i riflettori sul destino di queste persone e, anzi, a vigilare affinché non ci sia alcun tipo di speculazione su tanta disperazione. “E’ importante – sottolinea Tavella – promuovere il volontariato vero, a titolo gratuito, e sorvegliare sui finanziamenti che ricevono le strutture di accoglienza. Sappiamo che, oggi, ogni immigrato ospitato in un centro costa dai 30 ai 35 euro al giorno, finanziati da un fondo europeo. Mi chiedo se esista una discrezionalità nella scelta di queste strutture e quali siano i criteri adottati nella valutazione. Il grande tema è pensare a norme che favoriscano l’accoglienza, provando a costruire una certezza legislativa e un iter rapido che permetta a queste persone di avere prospettive in tempi brevi”.
