“La nostra esperienza vissuta con due attività produttive Irpine altamente inquinanti: la SMAE Unicem( della famiglia Agnelli) e Isochimica(amianto nelle carrozze ferroviarie), ci spinge, con entusiasmo, a esprimere la nostra solidarietà e il nostro sostegno politico all’operato del GIP di Taranto, dott/ssa Todisco, per la tutela della salute e dell’ambiente riguardo al grave inquinamento attuato, scientemente, da anni, dallo stabilimento Ilva di Taranto”. Così, in una nota, Giovanni Maraia e Luca Orsogna di “Ariano in Movimento”. “Condividiamo – continuano – quanto affermato da Anonymous: “La spietata logica del profitto ci costringe a lavorare per sopravvivere, ma nessuno puo’ chiedere ad un essere umano di lavorare per morire” e aggiungiamo noi, per provocare la morte di altri esseri viventi fuori dalla fabbrica e dai luoghi di lavoro L’imperante logica del profitto è oggi, caparbiamente, tutelata dall’attuale Governo Monti, calpestando lo stato di diritto e intimorendo, brutalmente, la dottoressa Todisco. Il Governo Monti sta usando il caso Ilva per annullare il diritto costituzionale alla salvaguardia alla salute e per stravolgere, quanto fissato dalla Carta Costituzionale, rIguardo alle finalita’dell’iniziativa economica privata Secondo la nostra Costituzione, tale iniziativa e’ libera, ma non puo’ svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. A Taranto, l’Ilva ha volutamente agito in contrapposizione a questo dettame della Costituzione. Paradossalmente, il Governo Monti, anziché denunciare le violazioni dei principi della Carta Costituzionali da parte dell’Ilva, chiede alla Stessa Corte di valutare la correttezza dell’operato del GIP Todisco e se detto operato non abbia impedito allo stesso Governo di far politica industriale. Né è ammissibile che lo Stato Italiano paghi la bonifica con 330milioni di euro Vi è un principio fondamentale: chi inquina paga. Ciò vale anche per l’Ilva. Abbiamo voluto scrivere questa nostra considerazione per sollecitare un pubblico sostegno al GIP dott/ssa Todisco e agli operai dell’Ilva, affinché questi mantengano il posto di lavoro, evitando di essere strumentalizzati dai padroni dell’Ilva”.