AVELLINO- Meno bizantinismi e piu’ certezze, superando quello che ha definito un dubbio amletico del legislatore sulla materia dei reati tributari. Questa in sintesi e’ la riflessione proposta dal Procuratore facente funzioni di Avellino Francesco Raffaele, che ha partecipato ieri pomeriggio al confronto promosso dalla Scuola Forense del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, promosso dall’avvocato e docente universitario Raffaele Tecce, sulle nuove frontiere degli illeciti tributari. Un tema di strettissima attualità, considerando che si intreccia alle più recenti pronunce e questioni giudiziarie nate dalla sempre piu’ frequente scelta da parte dello Stato, come ha ricordato nel suo intervento il capitano della Guardia di Finanza alla guida della Compagnia di Solofra Angelo Pinto, di ricorrere ad agevolazioni sul credito di imposta piuttosto che finanziamenti a fondo perduto. Il Procuratore Raffaele, che si e’ occupato per anni della materia legata ai reati di criminalità economica, ha voluto mettere in evidenza proprio le difficoltà a sostenere nel processo penale i reati tributari. Il magistrato ha ricordato come quello dell’appuntamento di ieri nell’Aula Livatino del Palazzo di Giustizia sia “un tema a me molto caro, visto che mi sono occupato per tantissimi anni dei reati finanziari. E’ dopo tantissimi anni vorrei che il legislatore uscisse una volta per tutte dal suo dubbio amletico: essere o non essere. Che cosa vuoi fare con la materia tributaria? Vuoi continuare a perseguire in sede penale o ritieni che sia sufficiente l’ aspetto della giurisdizione tributaria? Tra l’ altro sia io che il collega Ciambellini nasciamo come giudici tributaria. Quando si arriva poi a bizantinismi, distinzioni tra credito spettante o inesistente, certe volte ho letto avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate che rileggi dieci volte e alla fine non capisci se sono inesistenti o spettanti”. E tra gli esempi c’è proprio un riferimento alla materia legata all’indebita compensazione: ” Per non parlare poi dell’ ultimo passaggio del 10 quater (il reato di indebita compensazione): La punibilità dell’agente per il reato di cui al comma 1 è esclusa quando, anche per la natura tecnica delle valutazioni, sussistono condizioni di obiettiva incertezza in ordine agli specifici elementi o alle particolari qualità che fondano la spettanza del credito. Ma che significa? A parte che ci sono sempre situazioni di obiettiva incertezza. Chi lo decide? Il giudice per la natura tecnica? Devo nominare il consulente? Veramente certe volte siamo in difficoltà”. Non e’ l’unica materia che restituisce poche certezze: “Per non parlare per quella prassi che è invalsa negli accertamenti che vengono effettuati dall’ Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza- ha sottolineato il Procuratore Raffaele- in cui sostanzialmente si fanno accertamenti sicuramente inutili per il processo tributario ma anche per quello penale. Sicuramente la strada è quella più semplice: faccio l’accesso in azienda, i libri contabili sono incompleti o irregolari per cui li disapplico e via con gli accertamenti preventivo, presuntivo, sintetico. Ma sono accertamenti che in sede penale, dal momento che sono fondati su una sorta di inversione dell’onere della prova, per cui spetta al soccombente dimostrare che quei reati a cui sono arrivati non è reale, significa anche che non possono esssre utilizzati”. Concludendo il suo intervento con una sollecitazione ad avere un quadro più certo: ” Diciamo- ha concluso Raffaele- che siamo ben lontani dall’avere delle certezze in una materia che è estremamente delicata perché sappiamo benissimo qual è l’entita’ dell’evasione fiscale in Italia”. Per il professore Antonino Sessa, Ordinario di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Salerno, che ha moderato il dibattito, si tratta di un caso di “diritto penale simbolico” che mostra i muscoli e ha poca efficacia, emergendo invece la sensazione che l’unica finalità sia quella di fare cassa. L’incontro è stato concluso dagli interventi del professore e avvocato Paolo Troisi, Associato di Procedura Penale presso l’Università degli Studi di Salerno, e dal dottore Michele Ciambellini, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione
Illeciti tributari, il Procuratore Raffaele: troppi bizantinismi, servono certezze
