Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno

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Il sisma del Cile (8,8 gradi della scala Richter) ha spostato l’asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.

GIORNO PIÙ CORTO – Secondo Gross il movimento tellurico che ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l’interno della Terra. Si pensi ad esempio ai pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione. Così capita al nostro pianeta: masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno.

Per la precisione, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell’osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.

ASSE DI ROTAZIONE – Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull’asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri.

GLI EFFETTI – Sempre secondo gli scienziati, questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull’ambiente fisico terrestre.

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