Irpinianews.it

Il tallone di Achille…

AVELLINO- Ci sono immagini che penetrano così profondamente nella memoria collettiva che e’ difficile trovare letture alternative o farle dimenticare facilmente. Se queste immagini riguardano poi soggetti che della comunicazione e, permettete il gioco di parole della loro immagine hanno fatto un tratto distintivo, quella condizione diviene un vero e proprio “tallone di Achille”. Queste semidivinita’, anzi questi semi immortali che però conservano un punto debole, che pesa profondamente sul loro status politico in questo caso, soprattutto se viene continuamente posto a riferimento nella pubblica opinione. Questo per dire che le famose immagini dell’ allora sindaco Gianluca Festa, che il 5 marzo del 2024 aveva deciso di fare pulizia di documenti e di un case (sarebbe la parte del computer con i dati, diciamo il motore del computer) sono un vero vulnus per l’immagine del mentovato. Cosi’, due anni dopo quelle riprese e dopo un silenzio andato avanti in sede di interrogatorio di garanzia, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame e almeno per quanto di nostra conoscenza degli atti anche nel ricorso per Cassazione, scopriamo che il case scomparso in realtà è sempre stato nella disponibilità dell’ ex sindaco Festa. La circostanza emerge solo perché il giornalista Marco Monetta gli ha chiesto di commentare una battuta del candidato del Partito Democratico Luca Cipriano sul computer scomparso. Pur essendomi ripromesso di non scrivere durante la campagna elettorale della vicenda giudiziaria che riguarda l’ex sindaco Festa, perché sono convinto che come più volte e’ stato detto “i processi si fanno in Tribunale”, questo colpo di scena o se meglio ritenere di teatro, impone che i cittadini conoscano la versione alternativa ( finalmente giunta dopo due anni di silenzio e vaghi rinvii a sorprese) e però la mettano a confronto con quella prima contestata come imputazione provvisoria e poi come capo di imputazione nel processo che riprenderà il 25 settembre davanti ai giudici del Tribunale di Avellino. La prima considerazione è che in questa vicenda qualcuno mente. Ma è una valutazione elementare, visto che ci sono due versioni opposte. Pure evitando di voler rappresentare chi a mio umilissimo e assolutamente ininfluente avviso menta in tutta questa vicenda, limitiamoci a mettere in ordine i fatti e anche le date di questa vicenda specifica che fa parte dell’indagine denominata “Dolce Vita”. Intanto, se le dichiarazioni del candidato Festa si tradurranno in linea difensiva sullo specifico capo di imputazione, siamo di fronte ad un fatto nuovo e qui viene da porsi la prima domanda: perché solo ora? Ci sono stati accertamenti tecnici o consulenze che certificano questo stato di cose? Perché aspettare due anni per dire una cosa semplice, cioè che quello era un computer o meglio un case privato dello stesso Festa che lo aveva portato via?
LA VERSIONE DI FESTA
L’ex sindaco sostiene che non e’ mai sparito il case, in quanto essendo di sua proprietà come anche una televisione, questi erano e sono nella sua disponibilità. Per cui nessun caso e quella foto, il famoso tallone di Achille, in realtà non avrebbe modo di esistere o essere letta come una sottrazione del bene. Probabilmente questa sera potrebbe anche esibirlo a sorpresa sul palco. Ovviamente questa è una ipotesi del tutto goliardica, quindi prendetela come tale, un obiter dictum. E’ una versione alternativa, verrebbe da dire: finalmente. Visto che per due anni gli è stato chiesto che fine avesse fatto il computer. Esiste un’altra versione, quella a cui sono giunti gli inquirenti che gli contestano il peculato.
LA VERSIONE DI PROCURA E CARABINIERI
Partiamo dal capo di imputazione, ovvero l’accusa di peculato (articolo 314 del codice penale) “perché, nella sua qualità di Sindaco del comune di Avellino (e, quindi, di pubblico ufficiale), avendo per ragioni del suo ufficio la disponibilità e il possesso del personal computer modello HP Z400 (codice IP 192.168.2.14 ⁃ mac address” A6:C3:37:02:90:E9), bene mobile di proprietà del Comune, se ne appropriava portandolo via dal suo ufficio (ubicato nell’edificio comunale) in data 5.3.2024, e non restituendolo più alla amministrazione comunale”. C’è un case di proprietà del Comune di Avellino, i cui dati identificativi sono precisi e ricostruiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino in modo dettagliato anche alla luce delle sommarie informazioni testimoniali del Responsabile dell’ufficio Sistemi Informativi del Comune di Avellino e dello stesso segretario del sindaco. Non va dimenticato che nel corso delle perquisizioni del 5 marzo 2024, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo avevano chiesto allo stesso ex sindaco in sede di perquisizione se avesse mai avuto un case o computer, lo stesso aveva riferito di non averne mai avuto uno. A tale proposito, considerato che quella dichiarazione, smentita dalle testimonianze e dalle intercettazioni audio video doveva essere raccolta in presenza di un legale (perché Festa era già indagato) si è anche detto che non era utilizzabile. Questi sono i fatti, rispetto ai quali qualche domanda che ognuno si potrebbe porre e’ tuttavia necessaria.
LE DOMANDE
Se il case che l’ex sindaco asserisce rientrasse nella sua disponibilità era di proprietà dello stesso Festa, che fine ha fatto il personal computer modello HP Z400 (codice IP 192.168.2.14 ⁃ mac address” A6:C3:37:02:90:E9) che il responsabile dell’ufficio sistemi informativi del Comune di Avellino ha riferito fosse nella disponibilità dell’ex sindaco?.
Perché il 5 marzo 2024 lo stesso Festa avrebbe riferito ai Carabinieri di non aver mai avuto un computer nella sua disponibilità ma solo un mouse e un monitor? Infine, pur essendo lieti che finalmente venga offerta una versione alternativa, perché proprio in campagna elettorale, visto che da due anni cittadini e esponenti politici sollecitano Festa su questa vicenda si e’ sentito il bisogno di fornire questa versione. Tra l’altro contravvenendo anche a quanto sempre asserito, ovvero che i “processi si fanno in Tribunale”. Ma va bene che ci sia finalmente una versione alternativa, anche se qualche domanda è pure legittima e serve a chiarire questa vicenda che ha ancora molti interrogativi. Domande a cui sicuramente la risposta arriverà nel processo. Ma domande che su questa vicenda vanno fatte per dovere di chiarezza verso i lettori e per quanto concerne i politici verso gli elettori.

Exit mobile version