Il 18 marzo non è più una data come le altre. È il giorno del silenzio, della memoria collettiva per le vittime della pandemia, ma per l’Irpinia è anche il giorno in cui, cinque anni fa, si spegneva il dottor Angelo Frieri. Oggi, l’ASL di Avellino ha voluto dedicare un pensiero profondo a quello che tutti ricordano come un figlio generoso di questa terra, un professionista esemplare e, soprattutto, un uomo di rara sensibilità.
Una missione oltre la professione
Angelo Frieri non è stato solo un medico; ha trasformato il suo lavoro in una vera missione di vita. Con dedizione, coraggio e un instancabile spirito di sacrificio, si è messo al servizio della comunità irpina nei momenti più bui. Il destino ha voluto che la sua scomparsa coincidesse proprio con la ricorrenza nazionale dedicata a chi ha perso la vita a causa del Coronavirus: un incrocio temporale che oggi conferisce a questa data un significato ancora più viscerale per l’intera provincia.
Guida sicura nei giorni del dolore
Il suo ricordo oggi si intreccia indelebilmente con quello di tutte le vittime che piangiamo. Ricordare Angelo significa rivivere i giorni drammatici in cui, come manager, ha guidato con estrema responsabilità gli ospedali di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Proprio quest’ultima struttura oggi porta con orgoglio il suo nome, a testimonianza di un legame che il tempo non può scalfire.
Erano giorni fatti di incertezza e sofferenza, ma anche di quella resilienza e di quel senso di comunità che sono tratti distintivi della gente d’Irpinia. Valori che il dottor Frieri incarnava perfettamente.
Un esempio che resta
A cinque anni da quel 18 marzo, l’eredità di Angelo Frieri continua a vivere nei gesti e nell’impegno quotidiano di chi opera nella sanità. Il suo esempio resta un faro per chiunque creda che la cura sia, prima di ogni competenza tecnica, un profondo atto umano. L’Irpinia non dimentica il suo medico, l’uomo che si è speso fino all’ultimo respiro per i suoi pazienti e per la sua terra.
