LAURO – “Stare qua e’ un dovere, però bisogna uscire dalla vuota retorica. Perché se vogliamo rendere memoria a Nunziante Scibelli non dobbiamo fare solo quello che stiamo facendo stamattina, ma le amministrazioni locali devono riattivare il Maglificio di Quindici”. Il questore di Avellino Pasquale Picone non ha voluto far mancare la sua presenza anche oggi come negli ultimi anni e anche prima che assumesse l’incarico ad Avellino, in occasione del trentacinquesimo anniversario della morte di Nunziante Scibelli, vittima innocente di camorra nell’ottobre del 1991 e ha lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni e ai sindaci presenti davanti alla lapide di Via Circuito che ricorda la vittima innocente della faida. L’appuntamento organizzato dal Comune di Lauro, ha visto la presenza anche del viceprefetto Criscuolo, oltre che dei rappresentanti dei Comuni di Moschiano e Taurano e di una delegazione delle scuole di Lauro. Il questore ha rimarcato la sua richiesta ai sindaci : “E’ bene sottratto ad un clan criminale a cui appartenevano i soggetti che hanno sparato e ammazzato Nunziante Scibelli. Il Vallo di Lauro ha subito questi attentati per la presenza delle famiglie Cava e Graziano e di tutti i soggetti accoliti che erano vicini a questi clan criminali. Anche grazie all’acquiescenza di qualche amministrazione comunale, che si sono girati dall’altra parte in quei periodi storici. Ovviamente non si recrimina il passato, ma il passato è memoria. Bisogna ricordare. Perché se ci sono stati Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose queste persone erano probabilmente conniventi di quei clan criminali”. L’appello ai sindaci presenti: “abbiate cura dei beni confiscati e create lavoro, perche’ si crea qualcosa di doveroso anche per la memoria delle vittime”.



