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La querela ha destato scalpore e riacceso vecchie polemiche su dove si trovino i resti del mitico guerriero. Geronimo, l’ultimo capo pellerossa ad arrendersi nel 1886, dopo che per anni 5 mila giacche blu gli avevano dato invano la caccia, morì di polmonite a 79 anni a Fort Sill. Nel frattempo, era diventato una icona americana: aveva preso parte a vari spettacoli sul selvaggio west, era stato invitato dal presidente Teddy Roosevelt a sfilare a cavallo alla sua inaugurazione nel 1905, e sarebbe assurto persino a mascotte dai parà che si sarebbero paracadutati gridando il suo nome. Secondo il pronipote, era tuttavia rimasto un prigioniero di guerra, e lo confermerebbe il fatto che in parte i suoi resti giacciono in un apposito cimitero, sotto una piramide di pietre. Ma non tutti i resti, protesta Harlyn Geronimo. Nel 1918 il suo teschio sarebbe stato trafugato dall’Ordine teschi e ossa degli studenti dell’università di Yale, su iniziativa, tra gli altri, di Prescott Bush.