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Il Procuratore Airoma: le vittime di femminicidio sono le martiri del nostro tempo

AVELLINO- “Le vittime di femminicidio sono le martiri del nostro tempo, perché le accomuna una cosa: hanno voluto dire no e resistere ad una perdita di dignità”. Il Procuratore della Repubblica di Napoli Nord e vicepresidente del Centro Studi Livatino Domenico Airoma, ha voluto consegnare, nella giornata conclusiva di mostra e dibattiti sul tema dei femminicidi organizzata da Finetica e Centro Studi Livatino, alla platea della Sala De Mita del Carcere Borbonico questa immagine che accomuna tutte le vittime di femminicidio, a partire dalle ventidue donne che sono menzionate nei pannelli della mostra “Rivivo con Te”, la prima nazionale proprio nella città capoluogo di Irpinia, che il magistrato fino a qualche mese fa alla guida della Procura di Avellino, ha visitato, salutando mamma Lucia De Stefano e Milena Russo, mamma e sorella di Antonella Russo, uccisa nel febbraio 2007 perché aveva difeso sua madre. “Entrando nella sala della mostra- ha spiegato Airoma- guardando quei volti, quelle donne mi chiedevo : sono vittime, ne abbiamo parlato, ognuno di esse ha una storia che fa rabbia. Ma la mostra ci vuole consegnare qualcosa di piu’ profondo: vedere tutte insieme e quante altre ve ne sono, che non sono state rappresentate. Vi invito a fare questa composizione di tempo e di luogo. Vedete un attimo tutte quante insieme. Di che cosa sono il segno?Di tante cose, di tante patologie. In realta’ sono sempre più convinto che queste donne sono le martiri di questo tempo”.
E ha aggiunto: “Io penso che il martirio di questo tempo è il volto di queste donne. Chi è il martire? Sapete no che la definizione si dice, giustamente che “non poena sed causa facit martirem” . Non la pena, non il sangue scorso ma la causa è il perché. Qual è la causa, cosa accomuna tutte queste donne? Il fatto che hanno voluto resistere ad una perdita di dignità. Un rifiuto netto come l’Antigome: non ti è consentito” . Per Airoma sono le martiri che danno testimonianza di quanto sia importante difendere la nostra dignita”. Dopo la lettura di uno stralcio della storia di Antonella Russo proposta dall’avvocato Sara Mollica, proprio il Procuratore Airoma ha consegnato una targa alla mamma e alla sorella della giovane uccisa nel 2007. Aerre

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