È bufera sul divorzio tra il premier Silvio Berlusconi e Veronica Lario. E non solo per il fatto in sé, ma soprattutto per le modalità con cui la separazione viene sollecitata. Dure critiche arrivano dai politici cattolici non del Pdl, ma anche dal quotidiano dei vescovi Avvenire. E per replicare alle accuse questa sera il presidente del Consiglio sarà ospite in tv a Porta a porta condotto da Bruno Vespa, alle 23.30.
DA AVVENIRE – “Sappiamo che un uomo di governo va giudicato per ciò che realizza, per i suoi programmi e la qualità delle leggi che contribuisce a creare. Ma la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all’anima del Paese”. È quanto si legge su Avvenire, il quotidiano della Cei, in un editoriale in prima pagina dedicato alla vicenda Lario-Berlusconi. Un commento dai toni preoccupati perché “la politica e lo spettacolo, in un abbraccio mortifero, hanno dato nell’occasione il peggio di sé. Premettendo che “… a nessuno è lecito usare i disastri altrui come arma politica e a nessuno dovrebbe essere concesso di sguazzare là dove sono in gioco i sentimenti delle persone e la vita di una famiglia”, Avvenire puntualizza che “…ciò che farebbe ridere in una puntata del Bagaglino non può non preoccupare i cittadini che di tanto ciarpame alla fin fine farebbero volentieri a meno”. E ancora, si legge: “Non ci è piaciuto quel clima da scambio di “favorini” veri, falsi o presunti tra amici e amiche. E ci ha inquietato lo spargersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un’altra manciata di sospetti sulle gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. e comunque prima o poi, arriva il momento del conto”.
