Politici e amministratori provenienti da tutto il vallo lauro baianese si sono incontrati questo pomeriggio per discutere della protesta, veemente, contro IrpiniAmbiente che, dall’alto delle legge sulla provincializzazione dei rifiuti, è accusata di aver imposto prezzi molto più alti rispetto al passato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Durante il dibattito moderato da Antonio Pecchia, ha preso per prima la parola Roberta Santaniello, responsabile provinciale del Pd ambiente. “Quello che si deve prendere in esame – ha spiegato – non è solo il problema della gestione dei rifiuti ma anche e soprattutto il costo di tale servizio imposto ai cittadini. Se non si immagina una gestione pulita e corretta dell’intero ciclo integrato, non arriveremo lontano”. L’esponente democratica, inoltre, nell’essere solidale con i sindaci che, a suo modo di vedere, dovrebbero avere la libertà di scegliere a chi affidarsi per la raccolta dell’immondizia nel proprio comune, rigetta le accuse di clientelismo lanciate da più parti: “In questo momento di congiuntura economica, un giovane preferisce di gran lunga trovare anche un piccolo impiego all’interno del proprio paese piuttosto che cercare un lavoro sottopagato lontano da casa”. Nel chiudere, un riferimento ai forestali: “Oltre ai problemi relativi ai lavoratori delle comunità montane che possono beneficiare comunque di un contratto a tempo indeterminato, dovremmo essere ancora più vicini ai lavoratori precari che, senza scrupolo, sono stati letteralmente cancellati con un colpo di spugna”. Dopo Santaniello, si sono espressi Pellegrino Palmieri, consigliere comunale democratico di Avella, che ha invitato gli amministratori di zona a continuare la propria battaglia contro IrpiniAmbiente, Franco Addeo, Salvatore Mazzocca e Franco Iovino. A chiudere i lavori la consigliera regionale del Pd Rosetta D’Amelio la quale ha ricordato che “se è vero che esiste una legge sulla provincializzazione, è altrettanto vero che le modalità di attuazione della stessa non devono penalizzare sempre i ceti più deboli”.