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Il Pd si ritrova. Solidarietà alla De Simone e si prepara alle sfide

Il Pd difende l’operato della De Simone, attacca la svolta a destra della componente demitiana e fissa i punti strategici anche contro il capogruppo del Pd alla Regione. Il tutto è scaturito questo pomeriggio in seno alla direzione provinciale del Partito Democratico dove tutti i presenti – Franco Vittoria, Alberta De Simone, Enzo De Luca, Giuseppe Galasso, Lello De Stefano, Vanda Grassi, Emiliana Mannese, Rosetta D’Amelio, Rosanna Repole, Giovanni Ianniciello, Carmine De Blasio, Pasquale Ricci, Enzo Venezia, Pina Gambacorta, Vanni Chieffo, Mario Rizzi, Luigi Famiglietti, Langastro, Franco Lo Conte, Maselli, Vignola ed altri – sono stati concordi nel ‘denunciare’ “l’ambiguità dei demitiani che utilizzano le istituzioni” piuttosto che operare per “rinsaldare”. “Non è il tempo delle mezze misure – ha spiegato Vittoria – né dell’ambiguità. Abbiamo combattuto il populismo e ora siamo di fronte ad una politica miope dove chi lavora per raggiungere soluzioni viene messo alla berlina. Ma una cosa è certa: non siamo un partito in svendita. Forse in questo mare non c’è una sponda dove metterci a riparo ma è certo che non accetteremo decisioni che possano pregiudicare il nostro partito, né soluzioni dettate dall’alto. La nostra non sarà una politica d’istinto ma una politica ragionata perché oggi in Irpinia c’è bisogno di partiti che ascoltano e non di partiti che cercano di imporre”. Stoccate forti anche per quanto riguarda la situazione, definita poco chiara, registrata a Palazzo Santa Lucia. Una incongruenza di cui forse, pubblicamente, solo oggi si è sentito parlare e illustrata pubblicamente da Giovanni Ianniciello ed Emiliana Mannese. Unanimi nella volontà di essere reazionari e consapevoli del “grosso danno politico prodotto da questa azione” hanno tuttavia ampliato gli orizzonti ed hanno travolto anche gli scenari della politica partenopea. “Ci sono dei ‘distaccati’ presso la segreteria del capogruppo Pd – ha introdotto il sindaco di Grottaminarda – che remano contro. Questa è una ambiguità palese. La persona in questione (Sena, ndr) non può essere un semplice iscritto, deve essere attore. Deve seguire la direzione indirizzata dal partito e non remare al contrario”. Sulla stessa scia anche la Mannese: “Se un capogruppo regionale si circonda di persone che non fanno più parte del Pd e vanno fortemente a destra siamo di fronte ad un obbrobrio politico”. Interventi duri e tesi a riallacciare l’orgoglio smarrito del Pd anche da parte di Pasquale Ricci, Lello De Stefano, Enzo Venezia, Famiglietti, Repole. Il senatore Enzo De Luca ha invece sottolineato la questione morale esordendo: “Sembrano tanti angioletti… ma ora non si torna più indietro”. E rispetto al nuovo”astro” nascente del centrodestra irpino, il sen.Pionati chiamato in causa, ha dichiarato: “Vedremo….chi alla fine la spunterà al Comune e alla Provincia”. Ha concluso Franco Vittoria che ha rilanciato i temi emersi nel dibattito, anche con punte polemiche nei confronti del Governatore Bassolino che dovrà “tener conto del partito ad Avellino e confrontarsi con le aspettative dei 21mila ed oltre iscritti al Pd”. In sintesi, la linea politica è una: a Napoli, a Roma ed Avellino…contro il centrodestra e contro chi appoggia il Pdl. Quindi solidarietà alla De Simone e il partito è pronto alla sfida. Nei prossimi giorni verrà intanto nominato il nuovo esecutivo”. (di Oderica Lusi)

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