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Il Pd riparte da Franceschini: gli interventi di De Luca e Vittoria

Atmosfera strana nella Fiera di Roma che ha ospitato l’assemblea nazionale straordinaria, assise convocata all’indomani delle dimissioni di Walter Veltroni. Sono bastati pochi minuti, dopo le parole di apertura della capogruppo al senato Finocchiaro, a rompere il ghiaccio.
L’assemblea comincia a prendere atto di partecipare ad un momento decisivo, non solo per le sorti future del Pd, bensì, decisivo per le sorti della democrazia in Italia. Toccante il momento durante il quale la capogruppo al senato ha ringraziato Veltroni, la platea si è lasciata ad un lungo e sentito applauso.
I lavori si sono aperti con la proposta di decidere tra l’elezione del segretario nazionale o di procedere subito alle primarie.
Dopo i vari interventi dei leader nazionali, tra cui Fassino, Parisi, Realacci, la platea si è scatenata in un applauso corale nel momento in cui ha preso la parola Gad Lerner, che pur essendo favorevole alla soluzione delle primarie (parte minoritaria 17% della platea) ne ha per tutti. Si fissa l’ora per la presentazione delle candidature: 13.30. Dopo gli interventi si è proceduto al voto delle due mozioni: l’elezione ha vinto con l’87%. Dopo il voto il dibattito: i primi ad intervenire sono stati i due candidati, Franceschini e Parisi.
Insieme al sen. De Luca folta la pattuglia degli irpini che ha partecipato all’assise nazionale: Alberta De Simone, Luigi Famigletti, Franco Iovino, Toni Ricciardi, Michele Langastro, Gerardo Genua, Larra Lanni, Luana Evangelista, Valentina Paris e Fabio Minichiello. Su tutti il segretario provinciale, Franco Vittoria che, intervenendo dal palco dell’assemblea, ha ribadito la sua condivisione all’impostazione di Dario Franceschini soprattutto in merito alla ‘discontinuità nella continuità’ della linea di Veltroni. L’intento è infatti quello di cambiare radicalmente gli organismi nazionali puntando maggiormente sui territori e sulle rappresentanze territoriali. Per quanto concerne le alleanze, dal palco della Fiera di Roma il segretario è stato categorico: “… il cambiamento e l’innovazione in Provincia di Avellino sono stati già avviati con la stagione Veltroni durante le politiche, ma ora si punti con forza sui territori e sulle classi dirigenti che in essi si stanno e si sono formate in questi anni”.

“E’ una giornata importante – è l’intervento del senatore Enzo De Luca – dalla quale il Partito democratico esce rafforzato nel convincimento di non voltarsi indietro, nel dovere di proseguire per radicarsi ancora di più sui territori e continuare ad incrociare le esigenze vere del Paese”. Così il senatore Enzo De Luca nel suo intervento all’assemblea nazionale del Pd, oggi a Roma. De Luca è intervenuto nel pomeriggio, subito dopo aver votato a sostegno di Dario Franceschini alla guida del partito.
“Ringrazio Veltroni per aver dato corpo e aver portato avanti un progetto rivoluzionario come quello del Pd con determinazione e coraggio, che non gli è venuto meno neanche quando ha scelto, in un Paese in cui nessuno si dimette, di lasciare la segreteria – ha esordito il senatore – Lui, che del Pd è stato il leader, è il garante più alto della scelta di andare avanti, sotto la guida autorevole di Franceschini. La decisione di affidargli la segreteria è la scelta più opportuna”.
Il senatore del Pd ha indicato nella coesione la stella polare del viaggio da proseguire, sottolineando: “Il partito deve essere unito, c’è bisogno di solidarietà, non solo proclamata ma agita. Chi guida e dunque ha maggiore responsabilità – e qui De Luca ha lodato l’esempio del capogruppo del Pd in Senato, Anna Finocchiaro – deve essere solidale e fare squadra, anche per salvaguardare un sistema di valori e principi fondamentali della democrazia, minacciati ogni giorno dal centrodestra e dall’azione del Governo che sembra aver cancellato dalla propria agenda temi fondamentali per il futuro del Paese. Come la questione Mezzogiorno, che si lega a doppio filo all’utilizzo dei fondi Fas, tolti al Sud e impiegati da Berlusconi e i suoi per realizzare, a suon di decreti legge, altri progetti in altre parti del Paese, con una politica che avvantaggia alcune zone a scapito di altre”. Dunque, il Pd partito popolare, di massa ed interclassista, in grado di proporre un programma chiaro e definito sulle domande e gli interessi delle comunità. Di qui, per De Luca, l’importanza di insistere sul radicamento nei territori, che sostanzia anche la legittimazione democratica dal basso, contribuendo in modo determinante alla selezione della nuova classe dirigente. “Occorre che il Pd si strutturi sempre di più come forza di governo – ha aggiunto il senatore – nevralgica nel costruire, sulla base della piattaforma programmatica, un’alleanza salda con i partiti del centrosinistra. Siamo nella terza fase di cui parlava Aldo Moro, la democrazia dell’alternanza è compiuta, ma sembra che molti, anche tra di noi, non se ne siano resi conto. Il Pd ha un grande potenziale: realizzare una quarta fase, dispiegare un autentico rinnovamento della politica, senza rimpianti e senza nostalgie. Tenendo bene a mente – ha concluso De Luca – il consenso dei tantissimi che hanno creduto in noi e nel progetto del Pd, che abbiamo il dovere di non deludere”.

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